Papazzi, Dominici, Bigliardi, Predieri, Clini, Ceccarelli, Luppi, Longo, Cagossi, Pugliese e Fiorani

Il mese di febbraio è dedicato alla lotta al cancro. Oggi, infatti, 4 febbraio, si celebra la Giornata Mondiale contro il cancro, domenica 15 febbraio sarà la volta di quella contro il cancro infantile. Si tratta di due momenti importanti per accendere i riflettori sull’importanza della prevenzione, della diagnosi precoce, dell’accesso a cure efficaci e della ricerca.

L’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena, UNIMORE e l’Azienda USL di Modena aderiscono a questo momento di condivisione con tutta la cittadinanza per informare sullo stato dell’arte nella lotta a queste patologie. Da un anno è attivo il Dipartimento Interaziendale di Oncologia ed Ematologia che unisce tutte le strutture per adulti della Provincia e che nel 2025 ha seguito 35.000 persone. Inoltre, il Policlinico di Modena è sede dell’Oncoematologia Pediatrica della Provincia che diagnostica 30 nuovi casi di tumore infantile all’anno, e nel 2025 ha seguito 130 piccoli pazienti.

Il tema internazionale scelto è “United by Unique” – “Unici insieme” una campagna triennale (2025-2027) che pone le persone al centro delle cure oncologiche, riconoscendo che ogni esperienza con il cancro è unica e che i sistemi sanitari devono essere centrati sui bisogni individuali e delle comunità.

«L’impegno dell’AOU di Modena nella lotta contro il cancro dell’adulto e del bambino si concretizza nell’ambito della rete provinciale nella sua mission specifica di integrazione tra assistenza, ricerca e formazione – spiega il Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena, Ing. Luca Baldino L’obiettivo del sistema, che si giova da un anno di un Dipartimento interaziendale di Oncologia ed Ematologia, è quello di offrire a tutti cure tempestive, accessibili e innovative. Grazie alla collaborazione tra professionisti sanitari, istituzioni e associazioni possiamo fare la differenza nella vita dei pazienti e delle loro famiglie. Si è così avviato un percorso di forte sinergia tra i diversi servizi delle tre Aziende sanitarie modenesi, e i loro professionisti con l’obiettivo di garantire efficienza, equità, prossimità e una sempre maggiore appropriatezza delle cure per le malattie oncologiche ed emato-oncologiche, avendo al centro i bisogni dei pazienti e delle loro famiglie e caregiver.

«L’Università di Modena e Reggio Emilia agisce nel territorio attraverso le sue principali missioni di ricerca, didattica e public engagement. – spiega il prof. Enrico Clini, professore di Malattie dell’Apparato Respiratorio in rappresentanza della Magnifica Rettrice UNIMORE – All’interno delle nostre Facoltà e Scuole il tema della “oncologia” trova ampio riscontro in questi pilastri istituzionali. Nel tempo UniMORE ha mostrato, mostra e mostrerà sensibilità e dedizione al tema: la governance da poco insediata garantirà totale sintonia con lo sviluppo della Sanità, anche liberando più cospicui investimenti sul tema della ricerca di eccellenza per il trasferimento della stessa alla cura dell’individuo».

In Italia, nel 2025, sono state stimate circa 400.000 nuove diagnosi di tumore solido, con 220.000 casi tra gli uomini e i restanti tra le donne. Numeri importanti con segnali di luce: la mortalità per cancro nei giovani adulti (20-49 anni) è diminuita del 20% nelle donne e del 28% negli uomini nel periodo 2006-2021.  Inoltre, grazie ai progressi nelle terapie, nella diagnosi precoce e nelle ricerche di laboratorio e cliniche, si stima che circa la metà dei pazienti con cancro è destinata a guarire. Siamo di fronte a numeri in miglioramento, ma ancora lontani dal 100%, per cui sono necessari sforzi ulteriori che anche a Modena sono in essere su vari fronti.

«La Giornata Mondiale contro il Cancro 2026 – prosegue Il Dipartimento Interaziendale di Oncologia ed Ematologia del dottor Giuseppe Longo invita ognuno a unirsi per fare tutti insieme uno sforzo comune nel campo dei corretti stili di vita  che sono capaci di ridurre di circa il 50% i casi di tumore: abolizione del fumo di sigaretta, una corretta alimentazione ricca in frutta e verdura, il mantenimento di un peso ideale, l’esercizio fisico, il moderato uso di alcolici sono fondamentali per prevenire nuovi casi. Questi gesti, uniti a un’organizzazione assistenziale sempre più basata sul prendersi cura di ogni cittadino dalla diagnosi precoce alla cura della malattia oncologica in tutte le sue fasi, contribuiscono, insieme alla ricerca, ad avere meno tumori ma anche a guarire sempre più persone».

«Prenderci cura dei bambini malati di tumore e delle loro famiglie – spiega il dottor Pier Luca Ceccarelli, Direttore della Chirurgia Pediatria e del Dipartimento Materno Infantile di AOU di Modena – è una delle attività fondamentali del nostro Dipartimento, che impegna medici, chirurghi e personale infermieristico. È importante ricordare i tanti passi avanti fatti in questi anni e le sfide ancora aperte in questo ambito»

Il Dipartimento Interaziendale di Oncologia ed Ematologia

Il Dipartimento Interaziendale di Oncologia ed Ematologia riunisce e mette a sistema tutte le strutture di AOU e AUSL di Modena che si occupano di Oncologia ed Ematologia. Per AOU di Modena si tratta di quelle che hanno sede al Policlinico di Modena: Oncologia Medica (Diretta dal prof. Massimo Dominici), Medicina Oncologica (Diretta dal dottor Giuseppe Longo), Ematologia (Diretta dal prof. Mario Luppi), Radioterapia (Diretta dal prof. Alessio Bruni), Immuno-Trasfusionale (Diretta dal dottor Giovanni Battista Ceccherelli), Medicina Nucleare (Diretta dal dottor Stefano Panareo) e Cure Palliative Hospice (Diretta dalla dottoressa Claudia Fiorani). Per Azienda USL di Modena le Oncologie, i Day Service e Day Hospital oncologici presenti in Area Nord (Carpi e Mirandola), diretti dalla dottoressa Claudia Mucciarini, e in Area Sud (Sassuolo, Vignola e Pavullo), diretti dalla dottoressa Lucia Longo.

Il Centro Oncologico Modenese del Policlinico di Modena è sede della diagnosi e cura dei pazienti affetti da Cancro, rappresenta una realtà unica regionale che unisce le degenze e il Day Hospital (DH) di oncologia ed ematologia, il pronto soccorso onco-ematologico, una medicina interna a supporto delle degenze e del DH, un centro trapianti di midollo/cellule staminali, un’unità di cure palliative-hospice ospedaliero e laboratori di ricerca avanzata per diagnosi e terapie innovative. Quest’ampia ma ben focalizzata offerta promuove da quasi 25 anni azioni concrete per garantire cure tempestive ed efficaci a tutti i pazienti grazie alla integrazione tra l’Azienda Ospedaliero-Universitaria (AOU) e l’Università di Modena e Reggio Emilia, anche all’interno di percorsi di formazione pre- e post-laurea. Questo impegno sinergico consente ogni giorno al DH del Centro Oncologico di ospitare dai 300 ai 400 pazienti con tumore solido ed ematologico: una comunità che si muove per essere curata, considerando anche che vengono eseguite circa 10 nuove diagnosi ogni giorno. Questi numeri impressionanti di fatto riflettono localmente quella che è la realtà nazionale.

L’Oncologia di Modena, diretta dal Prof. Massimo Dominici, si distingue a livello nazionale e internazionale per un approccio fortemente integrato tra ricerca traslazionale e pratica clinica, fondato su quattro pilastri strategici. Il primo riguarda lo sviluppo di terapie cellulari e geniche avanzate, con particolare attenzione alle immunoterapie innovative cellule CAR-T e alle applicazioni cliniche delle terapie geniche avanzate. Il secondo pilastro è rappresentato dalla diagnostica di precisione per i tumori eredo-familiari, attraverso percorsi dedicati di identificazione precoce, consulenza genetica e monitoraggio personalizzato dei pazienti ad alto rischio. Il terzo ambito di eccellenza è lo sviluppo di tecniche di biopsia liquida, con un focus specifico sulle vescicole extracellulari come nuovi biomarcatori per la diagnosi precoce, la stratificazione dei pazienti e il follow-up terapeutico. Infine, grandi investimenti sono dedicati alle sperimentazioni cliniche spontanee ed in collaborazione con le Aziende Farmaceutiche, dalle fasi più precoci (fasi I) alle fasi più avanzate (fasi III).

«Questa integrazione tra innovazione terapeutica e diagnostica avanzata rende l’Oncologia di Modena un centro di riferimento per la medicina di precisione e le terapie innovative ed avanzate – – sono le parole del professor Massimo Dominici, Direttore dell’Oncologia dell’AOU di Modena –. Questa scalata non avviene in solitaria ma accade grazie al supporto di molte delle strutture Ospedaliere dell’AOU che, con UniMoRe e ASL, ogni giorno ci affiancano in questa lotta. In primis le nostre Chirurgie per non parlare poi dell’Anatomia Patologica, dei Laboratori di Ricerca e di Genomica, delle Radiologie e della Radioterapia, dei Nutrizionisti e delle preziose Psicologhe con tanti altri qualificati e generosi professionisti che rendono possibile avere pilastri solidi che sostengono i nostri pazienti ed i nostri medici ed infermieri, appunto “Unici insieme”… come il motto di questo anno».

Una delle eccellenze dell’Ematologia è rappresentata dal Centro Trapianti Cellule Staminali Emopoietiche, quale struttura altamente complessa e accreditata a livello Nazionale e Internazionale, per trapianti autologhi e allogenici, con una media di 50-60 ogni anno. All’interno del Centro si sono già concluse le prime qualificazioni per poter iniziare terapie geniche e cellulari con CAR-T anche a Modena. Le terapie CAR-T sono cosiddette terapie salvavita: tre pazienti, affetti rispettivamente, da una rara forma di leucemia linfoblastica acuta, da un linfoma mantellare ed un linfoma aggressivo a linfociti B, ricaduti dopo le migliori terapie mediche e trapiantologiche, hanno ottenuto una remissione completa. Sono in via di completamento le qualificazioni per tutte le altre terapie CAR-T oggi disponibili, comprese anche quelle per i pazienti affetti da mieloma multiplo. Ai CAR-T si affiancano terapie sperimentali innovative con farmaci di straordinaria efficacia, a meccanismo di azione biologico, per pazienti affetti, ad esempio, da leucemia linfatica cronica e leucemie acute, in Degenza e in Day Service.

Lo sviluppo di terapie geniche anticancro è un comune denominatore tra i professionisti dell’Ematologia e dell’Oncologia. Questo sforzo congiunto ha portato allo sviluppo di terapie cellulari e geniche per il tumore pancreatico e per i tumori cerebrali, anche tramite tecnologie CAR. Oltre a questo, sono in corso ricerche per nuovi test diagnostici legati alla biopsia liquida per cercare, con un semplice prelievo di sangue, marcatori in grado di predire la prognosi e la risposta alle terapie oppure per identificare dei fattori di rischio per lo sviluppi di complicanze infettive nei pazienti ematologici.

L’Ambulatorio di Cure palliative precoci per pazienti emato-oncologici, alla diagnosi od in ricaduta di malattia: centrale è l’aspetto comunicativo rivolto all’unità paziente-famiglia nel percorso di consapevolezza di diagnosi e prognosi e accettazione della fase avanzata di malattia, contribuendo a contenere il ricorso ad accanimento terapeutico nel fine vita. attivo da anni un progetto altamente innovativo, presso la Unità Semplice di Malattie di Coagulazione ed Ambulatorio di Malattie Ematologiche,  che garantisce un’elevatissima qualità di appropriatezza nella gestione dei percorsi territoriali per le urgenze B Ematologiche, grazie alla collaborazione con le attività dei MMG per la segnalazione e la richiesta di consulenze specialistiche, garantendo la effettiva erogazione  del solo 10% di visite urgenti specialistiche a fronte di piu’ di 700 contatti nel 2025, riducendo l’ attesa ed il disagio per pazienti e caregivers.

«Oggi più che mai è essenziale l’offerta assistenziale di terapie innovative salvavita ma al contempo– spiega il professor Mario Luppi, Direttore dell’Ematologia dell’AOU di Modena – è necessario che ci sia equità tra le risorse investite nelle tecnologia e nello sviluppo di nuovi farmaci e le risorse investite in programmi di ricerca e formazione che pongano al centro le dimensioni umane della cura, i bisogni e la qualità di vita dei pazienti con cancro e loro caregivers, come anche ricordato dalla Lancet Commission del 2023, incentrata sulla “Human Crisis of Cancer”».

La presa in carico interdisciplinare e globale del malato e della sua famiglia è anche la mission della SSD Cure Palliative–Hospice, aggiunge la dott.ssa Claudia Fiorani «L’assistenza viene personalizzata sul malato attraverso la corretta gestione dei sintomi, la rimodulazione della terapia farmacologica, la comunicazione, il sostegno psicologico, la pianificazione condivisa delle cure.  Riconoscere e ascoltare i bisogni fisici, psicologici, sociali e spirituali permette di preservare fino alla fine la miglior qualità di vita possibile, rispettando la dignità e le volontà del paziente».

Accanto a questi percorsi innovativi, il Centro Oncologico offre cure palliative precoci e simultanee permettendo un approccio integrato alla cura, coinvolgendo non solo i pazienti ma anche i caregiver, fornendo supporto emotivo e pratico. Nel solco di questa grande esperienza è stata fondata la prima Scuola di Specializzazione di Cure Palliative (diretta dalla professoressa Angela Toss) in un programma di formazione pluriennale finalizzato a specializzare i medici palliativisti del futuro. Questa Scuola si associa alle Scuole di Specializzazione di Oncologia ed Ematologia (dirette, rispettivamente. dal professor Federico Piacentini e dal professor Mario Luppi), che hanno da poco compiuto 50 anni, testimoniando la volontà di UNIMORE di formare medici specializzandi capaci non solo durante i loro studi di contribuire alle attività del Centro, ma proiettando questa formazione nella oncologia ed ematologia del futuro tra tradizione e innovazione.

Sul versante delle interazioni con il volontariato, la collaborazione con varie associazioni di pazienti (AIL Modena OdV, Angela Serra, ANT, ASEOP, Cesto di Ciliegie, Dragon Boat, Fondazione Hospice Pivetti, e LILT) consentono la progettazione e l’attuazione di programmi innovativi come il “Caregiver per scelta” e di digitalizzazione e telemedicina che faciliteranno in un prossimo futuro i rapporti tra pazienti e l’ospedale. In questo senso le azioni messe in atto nella realtà territoriale modenese riflettono il tema della campagna 2025 teso a promuovere azioni concrete per garantire cure tempestive ed efficaci a tutti i pazienti partendo dall’impegno dei singoli e delle comunità.

“L’Oncologia di prossimità rappresenta oggi uno degli strumenti più efficaci per garantire continuità di cura, appropriatezza e vicinanza ai bisogni delle persone – sottolineano Katia Cagossi, oncologa della Struttura Complessa di Oncologia di Prossimità diretto da Claudia Mucciarini, e Sara Bigliardi, ematologa dell’Unità Operativa Semplice Dipartimentale di Oncologia Area Sud diretta da Lucia LongoSi tratta di un vero e proprio ponte di collegamento tra ospedale e territorio che copre tutte le macroaree delle patologie oncologiche attraverso percorsi multidisciplinari e multiprofessionali, nei quali i professionisti delle strutture territoriali collaborano in modo strutturato e continuo con gli specialisti dell’AOU. Questo modello consente di seguire i pazienti lungo l’intero percorso di cura, riducendo gli accessi non necessari ai grandi ospedali e favorendo una presa in carico condivisa e coordinata, a partire dal ruolo fondamentale dei medici di medicina generale. In questo contesto si inseriscono alcune eccellenze della rete AUSL: la Breast Unit, che ha recentemente ottenuto la conferma della certificazione EUSOMA, a garanzia della qualità dei percorsi e dell’approccio multidisciplinare, le équipe dell’Ospedale Ramazzini di Carpi e dell’Ospedale di Sassuolo che nel 2025 hanno conseguito i Bollini Azzurri, massimo riconoscimento della Fondazione Onda per l’impegno nella diagnosi, cura e presa in carico del tumore alla prostata, oltre al PDTA (Percorso Diagnostico-Terapeutico Aziendale) accreditato di patologia oncologica ginecologica a cui afferiscono i professionisti dell’Area Nord e Area Sud della provincia di Modena”.

L’Oncologia Pediatria dell’AOU di Modena – Policlinico

In Italia oggi vivono quasi 50.000 persone guarite da tumore in età pediatrica, numero in progressivo aumento in quanto ogni anno si aggiungono circa 1200 persone in più. Hanno un’età variabile tra 6 anni e oltre 60 anni, e anche l’età cronologica continua ad aumentare.

A Modena la Pediatria del Policlinico si prende cura da sempre dei tumori infantili, fin dal 1960, anno a cui si fanno risalire i primi registri, pur in assenza, allora, di cure efficaci. Dal 1980 l’Unità Operativa di Oncoematologia pediatrica tratta neoplasie infantili e si è associata fin dalla sua fondazione con AIEOP (Associazione Italiana di Ematologia e Oncologia Pediatrica) in una rete di centri di cura italiani coordinati insieme.

«In Italia – spiega la prof.ssa Barbara Predieri, Direttore facente funzione della Pediatria e della Pediatria ad Indirizzo Oncoematologico del Policlinico – si ammalano circa 1500 bambini all’anno (0-14 anni) e 900 adolescenti (14-18 anni). I notevoli progressi avvenuti negli ultimi decenni nell’ambito dell’oncoematologia pediatrica hanno portato ad un progressivo miglioramento della sopravvivenza nel corso degli anni, permettendo così di guarire ad un numero sempre crescente di pazienti.  In Italia si stima un’incidenza annua di 16,8/100.000 abitanti in età pediatrica. Le patologie più frequenti nei bambini (0-14 anni) sono le leucemie, seguite da tumori cerebrali, linfomi, neuroblastomi, sarcomi, tumori ossei e renali; negli adolescenti (15-19 anni) i linfomi di Hodgkin, seguiti da carcinomi della tiroide, leucemie, tumori a cellule germinali, linfomi non-Hodgkin, melanomi, tumori cerebrali, sarcomi delle parti molli, tumori ossei, tumori renali e tumori epatici».

«Attualmente – gli fa eco il dottor Giovanni Palazzi, Referente della Pediatria ad Indirizzo Oncoematologico – la probabilità di guarigione a 5 anni dalla fine delle terapie è dell’82% per i bambini e dell’86% per gli adolescenti. Questi successi terapeutici sono stati ottenuti con percentuali differenti a seconda del tipo di tumore. La prognosi è decisamente migliore per la leucemia linfoblastica acuta e linfoma di Hodgkin rispetto ad altri tipi di tumore. I bambini non sono dei “piccoli adulti” nemmeno in senso farmacologico. Per tale motivo l’uso dei farmaci nell’infanzia deve attendere l’esito delle prove di efficacia nella popolazione adulta. Per tale motivo dotarsi degli strumenti per sperimentazioni, sempre nella sicurezza prime di tutto del paziente, è cruciale nell’era moderna. Anche la nostra Azienda è impegnata in un vasto processo che la possa portare ad aderire sempre di più all’accesso alle sperimentazioni innovative anche in ambito pediatrico».

Questi lusinghieri risultati sono legati a un grande sforzo collettivo che richiede professionalità adeguate, uso dei farmaci con attenzione alle peculiarità dell’organismo infantile, adattamento dei contesti quali sale operatorie, reparti, strumentazioni. La Pediatria ad Indirizzo Oncoematologico si avvale della collaborazione dei professionisti che concorrono ai processi di cura: la pediatria tutta con le singole professionalità e specialità, la chirurgia pediatrica, la neonatologia e le altre chirurgie e reparti specialistici dell’azienda, la radioterapia, l’ematologia e oncologia dell’adulto con cui collabora. Dal 1997, vengono effettuate procedure di trapianto di cellule staminali emopoietiche avvalendosi della collaborazione con il Servizio trasfusionale per la preparazione e stoccaggio delle cellule. A tutt’oggi sono stati eseguiti 60 trapianti su bambini.

L’avvento di una medicina sempre più personalizzata (trattamento cellulo-mediato, farmaci biologici) è una realtà a cui possono accedere anche i pazienti pediatrici e che viene utilizzata in tutti i centri di cura, compresa la nostra U.O. Tale rete ha permesso il conseguimento di successi attraverso protocolli sempre più condivisi sia a livello nazionale prime che internazionale poi. Attualmente, l’AOU di Modena partecipa a 34 protocolli nazionali e internazionali di terapia.

Intorno alla cura si sono sviluppate diverse attività, a sostegno della famiglia e dei bambini e a supporto della vita ospedaliera: lo “Spazio Incontro”, sezione distaccata di scuola di infanzia del Comune di Modena, la Scuola Ospedaliera “Giacomo Grossi” Plesso dell’Istituto Comprensivo 6 di Modena, la “Biblioteca Teodora” sezione delle Biblioteche Comunali. Tali spazi garantiscono il diritto al gioco, alla socialità, alla continuità scolastica, alla lettura. Sono inoltre presenti numerose attività di volontariato coordinate da una Commissione che si occupa del benessere del minore anche in condizioni di ospedalizzazione. Va menzionata infine ASEOP (Associazione di Sostegno Ematologia e Oncologia Pediatrica) partner fondamentale per il sostegno Ricerca e soprattutto alle famiglie, anche grazie alla Casa Di Fausta, casa di accoglienza adiacente il policlinico per le famiglie in difficoltà abitativa o devono curarsi lontano da casa.

“Guarire non è abbastanza”: un bambino guarito da tumore ha davanti a sé molti anni di vita ed è nostra responsabilità garantirgli una qualità di vita il più normale possibile, oltre che il più lunga possibile. Man mano che ci si allontana dalla data di fine terapia, la probabilità che la malattia possa ripresentarsi tende a ridursi mentre aumenta la possibilità che possano manifestarsi effetti tardivi delle terapie somministrate soprattutto considerando che vengono somministrate a soggetti in accrescimento. Il rischio di sviluppo di questi effetti tardivi è individuale e dipende dal tipo e sede del tumore, dall’età al momento del trattamento, del tipo di chemioterapia e dalle dosi somministrate, dalla radioterapia e dagli interventi chirurgici subiti. Possono avere un maggior rischio di sviluppare patologie croniche (cardiopatie, problemi ortopedici, endocrinologici, renali, di fertilità…), alterazioni in ambito neuro-cognitivo e/o secondi tumori. Pertanto, oltre che i controlli oncologici per il controllo della malattia di base, devono essere eseguiti controlli per valutare l’insorgenza di questi effetti a distanza.

La SSD di Psicologia Ospedaliera dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena, diretta dalla Dr.ssa Marisa Pugliese, garantisce continuità di cura e interventi strutturati lungo l’intero ciclo di vita dei pazienti affetti da patologia oncologica.

«Nel contesto della Pediatria a indirizzo Oncoematologico dell’AOU di Modena – commenta la dottoressa Marisa Pugliese – l’intervento psicologico rappresenta una componente strutturale del percorso assistenziale, orientata alla tutela della salute psicologica del bambino e dell’adolescente e alla salvaguardia dei processi di sviluppo. Integrato nell’équipe multidisciplinare, l’intervento accompagna il paziente e il nucleo familiare in tutte le fasi della malattia, affrontando i molteplici fattori di stress legati alla patologia, ai trattamenti e alle ospedalizzazioni. Le attività, modulate in base all’età e al livello di sviluppo, mirano a favorire l’elaborazione dell’esperienza di malattia e di cura, a prevenire vissuti emotivi potenzialmente traumatici e a sostenere le competenze adattive, con l’obiettivo di preservare il percorso evolutivo e garantire la massima qualità di vita».

In età adulta, l’intervento psicologico, che può essere attivato in qualsiasi momento del percorso di cura e nelle diverse fasi della malattia, è integrato nei vari Percorsi Diagnostico-Terapeutici Assistenziali (PDTA) dell’Onco-Ematologia dell’AOU di Modena. Una specifica procedura della SSD di Psicologia Ospedaliera definisce le modalità in cui venie garantita l’assistenza psicologico-clinica in questo ambito, sia all’interno di équipe multidisciplinari sia in percorsi specialistici psicologici, delineando le diverse tipologie di prestazioni erogate e le modalità di integrazione della SSD di Psicologia Ospedaliera nei PDTA Oncoematologici dell’AOU di Modena, trasversali ai due stabilimenti, Policlinico e Baggiovara.

 

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