
Il tempo stringe, tenuto conto che il decreto in questione dovrà essere approvato entro il 19 dicembre, cioè nel limite di 90 giorni dall’entrata in vigore della nuova legge.
«Esprimo grande preoccupazione e sconcerto per quello che si profila rispetto all’iter della legge sulla montagna – dice il presidente dell’UNCEM Emilia-Romagna, Emanuele Ferrari – e ricordo che più volte il presidente dell’UNCEM nazionale Marco Bussone ha chiesto direttamente al Governo di stralciare l’articolo che riguarda la classificazione. Abbiamo bisogno di una legge che sappia unire i territori, coltivandone la coesione sociale, politica ed economica e sappia in un qualche modo gettare un ponte fra le Alpi e gli Appennini. La montagna sono “le montagne”, le cui complessità non possono essere appiattite sull’aspetto geografico, altimetrico o di pendenza, ma considerate nella loro totalità e nella loro specificità. Questa è una legge – continua il presidente Ferrari – che divide e che rischia di segnare un solco profondo tra montagne di serie A e montagne di serie B e soprattutto dimentica una storia di paese che risale all’articolo 44 della Costituzione in cui si pone una sottolineatura su quello che è l’essere un comune di montagna. Tra l’altro, gli Appennini sono da sempre le montagne più abitate, quelle dove ci si confronta con esperienze di innovazione, di contaminazione, di dialogo, di passaggio, di attraversamento e i decreti attuativi di questa legge rischiano veramente di passare un colpo di spugna su questa storia millenaria».


