
Ad inquadrare meglio il contesto generale saranno gli interventi tematici di Gabriele Sepio, coordinatore dei gruppi ministeriali per il Piano di Azione per la promozione dell’Economia Sociale, e di Sergio Gatti, direttore generale di Federcasse, che traccerà i contorni dell’impronta economico sociale del credito cooperativo sul Paese. Toccherà poi a Paolo Venturi e Luca De Benedictis, rispettivamente direttore e responsabile dell’area Finanza Sociale e Reporting di AICCON (Centro di ricerca sull’Economia Sociale dell’Università di Bologna) svelare i risultati di una ricerca inedita sul ruolo delle BCC nell’economia sociale dell’Emilia-Romagna.
Dati e scenari saranno poi al centro della tavola rotonda “Economia sociale: un’economia al servizio delle persone”, che vedrà confrontarsi Lucia Albano (sottosegretaria al MEF con delega all’economia sociale), Giuseppe Guerini (presidente di Cooperatives Europe e consigliere del CESE), Vincenzo Colla (vicepresidente Regione Emilia-Romagna con delega all’economia sociale), Augusto dell’Erba (presidente Federcasse) e Maurizio Gardini (presidente Confcooperative), moderati dalla giornalista Irene Elisei (Sky TG24 – Value24).
In chiusura, spazio alle testimonianze delle BCC regionali e all’intervento del direttore della Federazione Valentino Cattani e di don Marco Pagniello, direttore di Caritas Italiana, che presenteranno il progetto congiunto “Microcredito, il prestito sociale a favore della popolazione dell’Emilia-Romagna”, iniziativa nata per sostenere famiglie e persone in difficoltà economica attraverso un fondo solidale alimentato dal sistema BCC regionale.
“L’Anno Internazionale delle Cooperative, che si celebra nel 2025, rappresenta un’occasione preziosa per riaffermare il ruolo delle BCC come autentiche banche di comunità – commenta Mauro Fabbretti, presidente della Federazione BCC Emilia-Romagna –. La nostra è una forma di economia sociale che unisce impresa e solidarietà, performance economiche e valore relazionale. Le Banche di Credito Cooperativo continuano a generare sviluppo, occupazione e coesione nei territori in cui operano ma anche a favorire e sostenere la cultura, lo sport, la socialità, la salute. Essere “banche con l’anima” significa proprio questo: coniugare risultati e responsabilità, efficienza e prossimità, per costruire insieme un futuro più equo e inclusivo”.


