
Al centro della scena un genio bizzarro, senza lampada e senza padrone, che abita una piccola teiera e viaggia alla ricerca di chi possa liberarlo. L’incantesimo si spezza soltanto quando il pubblico resta davvero stupito: da qui prende forma un percorso scenico che intreccia giocoleria, magia, pantomima, fachirismo, equilibrismo, ritmo e comicità, in un continuo dialogo con la platea.
La cifra distintiva di Shezan è la versatilità: l’artista modella la narrazione in tempo reale, scegliendo di volta in volta registri comici, onirici o fiabeschi e componendo uno spettacolo “su misura” capace di coinvolgere spettatori di età e interessi diversi. Conosciuto anche per numeri di fachirismo estremo – fra cui la deglutizione di spade – Shezan mette tecnica e immaginazione al servizio dello stupore, restituendo alla dimensione dal vivo la sua natura più autentica, quella dell’incontro.
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