
Quello di stamane è uno tra dei diversi sinistri “con fuga” incidenti che provocano danni solo materiali, altri mezzi, alla segnaletica o a manufatti privati, dove il conducente non si ferma per lasciare i propri recapiti e risarcire ciò che si è danneggiato. Diversamente dalla fuga con omissione di soccorso dei feriti che comporta una denuncia, non comunicare i proprie dati dopo aver provocato un danno materiale è una sanzione amministrativa. Il Codice della Strada prevede, infatti, una sanzione per questo tipo di comportamento scorretto che va da 87 a 344 euro con una decurtazione di due punti sulla patente.
Dall’inizio del 2025 il Comando di Polizia locale ha rintracciato 83 conducenti che non si sono fermati dopo aver provocato provocato un danno. Tra questi anche alcune persone che, avendo abbattuto o danneggiato la segnaletica stradale non hanno compreso la necessità di avvisare l’ente proprietario della strada per il risarcimento di legge. Altri invece, pur comprendendo l’entità del misfatto hanno cercato di far perdere le proprie tracce. Grazie alle denunce dei danneggiati le indagini avviate dagli agenti hanno permesso, anche dopo alcune settimane di rintracciare il responsabile. E il caso, ad esempio del motociclista che, a inizio giugno, ha ritrovato il veicolo con la fiancata pesantemente danneggiata, urtato e fatto rovinare a terra da Opel in fase di manovra. Nonostante il conducente dell’auto si fosse accorto del danno, dopo aver rimesso la moto sul cavalletto, si è allontanato senza lasciare alcuna comunicazione. Il tentativo di far perdere le proprie tracce, tuttavia, si è fermato nel pomeriggio di ieri quando, grazie al lavoro di indagine della Polizia locale di Reggio Emilia, auto e conducente sono stati rintracciati. Il proprietario del mezzo si è giustificato spiegando di aver riposizionato la moto sul cavalletto, prima di andarsene.


