
Le analisi della Camera di Commercio dell’Emilia sui dati degli scenari di previsione dell’Osservatorio Prometeia parlano, infatti, di una crescita del PIL dello 0,6%, rispetto al +0,3% previsto a fine gennaio; un valore comunque leggermente inferiore al +0,7% regionale e in linea con il dato nazionale.
Il dato previsionale complessivamente positivo del 2025 è il risultato di andamenti differenziati, che vedono alcuni settori in moderata crescita, affiancati da altri che, al contrario, dovrebbero scontare cali più o meno marcati.
Lo sviluppo più significativo dell’economia parmense per il 2025 è previsto nel settore dei servizi, con un +0,9%, mentre per l’industria si dovrebbe registrare una crescita dello 0,7%.
Di segno negativo, invece, le previsioni per l’agricoltura, prevista in calo del 4,7% nel 2025 e in lieve flessione anche nel 2026 (-0,1%).
L’altro comparto che pesa negativamente sullo sviluppo economico della provincia di Parma, è quello delle costruzioni, per il quale si prevede un biennio di diminuzioni, che vanno dal -1,6% nel 2025 al -5,8% dell’anno successivo.
Difficoltà si evidenziano anche per le esportazioni, previste in calo, quest’anno, dell’1,6% e pressoché stabili nel 2026 (+0,1%).
Riguardo al reddito disponibile per le famiglie, le previsioni forniscono dati in crescita sia per il 2025 (+3,2%) che per il 2026 (+2,6%).
“Siamo di fronte – sottolinea il Vicepresidente della Camera di Commercio dell’Emilia, Vittorio Dall’Aglio – ad una situazione complessa, che comunque registra una previsione di miglioramento per quell’industria che nel 2024 ha scontato una crescita zero della produzione”. “Sebbene i dati siano modesti – prosegue Dall’Aglio – le previsioni attuali indicano una ripresa che dovrebbe essere un po’ più consistente (+0,7%) rispetto a quella delle stime di gennaio (+0,3%)”.
“Sullo sfondo – osserva il Vicepresidente della Camera di Commercio dell’Emilia – resta comunque una grande complessità dello scenario internazionale e una domanda interna che ancora non decolla”. “Proprio per queste ragioni – conclude Dall’Aglio – è necessario che siano messe in atto azioni di sostegno a favore del sistema produttivo, con una particolare attenzione rispetto ai costi delle fonti energetiche e all’ampliamento di quelle relazioni commerciali internazionali, che sono fondamentali per l’economia parmense”.
Le analisi camerali, infine, indicano un aumento degli occupati che nel 2025 si dovrebbe attestare allo 0,2%, mentre per il 2026 le previsioni parlano di un +0,8%, con un tasso di disoccupazione previsto, rispettivamente, al 4,1 e al 3,9%.


