
La Regione Emilia-Romagna, tramite l’Agenzia per la Sicurezza territoriale e la Protezione civile, ha già disposto un primo stanziamento urgente dell’importo di 200mila euro per interventi mirati a limitare l’allargamento del fronte franoso e contenere il movimento di fango e detriti, che si sta riversando verso valle, incanalando il deflusso dell’acqua a salvaguardia dell’abitato e delle infrastrutture strategiche. Sul posto sono attualmente al lavoro 30 operatori tra tecnici della Protezione civile, tecnici comunali e delle ditte specializzare incaricate. È stato inoltre attivato il monitoraggio tecnico con il coinvolgimento dell’Università di Modena e Reggio Emilia, in convenzione con l’Agenzia regionale per la sicurezza del territorio e la Protezione civile, per costruire lo scenario dell’evento, che è in costante evoluzione.
Il Centro operativo comunale è costantemente aperto per fare il punto della situazione, monitorare l’evoluzione della frana e coordinare le prossime azioni, anche in vista del perdurare delle condizioni meteo avverse.

“Fin dall’inizio – proseguono de Pascale e Rontini– siamo al lavoro fianco a fianco, con un coordinamento costante tra istituzioni, tecnici e volontari. L’obiettivo è chiaro: proteggere le persone, mettere in sicurezza case e infrastrutture e ripristinare al più presto viabilità e condizioni di normalità. La collaborazione tra Regione e Comune è totale, così come l’impegno per rispondere in modo tempestivo e concreto all’emergenza”.
“Stiamo vivendo una situazione di estrema preoccupazione, perché questo fenomeno sta mettendo a dura prova il nostro territorio, le famiglie e le aziende che lo popolano- spiega il sindaco di Palagano, Fabio Braglia-. Ringrazio il presidente de Pascale e la sottosegreteria Rontini per l’attenzione che stanno prestando e tutti i tecnici dell’Agenzia di Protezione civile e le ditte che lavorano 24 ore al giorno per cercare di salvaguardare le case e limitare i danni della frana. L’impegno di tutti è massimo per trovare al più presto una soluzione”.

L’area interessata dal movimento franoso è situata in una zona dell’Appennino modenese già nota per la sua fragilità idrogeologica e per precedenti episodi franosi rilevanti, in particolare tra il 1938 e il 1939.
La frana attuale si è riattivata circa quindici giorni fa, con il distacco di un nuovo corpo che, pur insistendo nella stessa area, non corrisponde esattamente ai movimenti del passato. Il distacco ha avuto origine nei pressi della sommità del monte Cantiere, a circa 1.400 metri di altitudine, e si sta progressivamente sviluppando verso valle.
Attualmente, il corpo di frana ha una lunghezza di circa due chilometri e una larghezza variabile tra i 100 e i 300 metri, con una stima preliminare di circa 2 milioni di metri cubi di materiale in movimento.


