
Il conducente dell’auto, un magrebino, come accertato nell’immediatezza dai Finanzieri del Gruppo di Arezzo, non era in grado di esibire idonea documentazione che giustificasse la liceità della provenienza della merce, o attestante un suo rapporto di lavoro con un’azienda operante nel settore dei metalli preziosi, né disponeva di titoli autorizzativi per il trasporto o la commercializzazione dei monili detenuti e nemmeno risultava titolare di partita IVA.
Per tali motivi, la Finanza procedeva al sequestro probatorio dell’argento rinvenuto e, nel contempo, veniva perquisita l’abitazione di residenza del responsabile, in provincia di Modena, nella quale si riveniva denaro contante per oltre 142.000 euro.
Lo straniero è stato perciò denunciato alla Procura della Repubblica di Arezzo per il reato di ricettazione, sottoponendo a sequestro probatorio i preziosi e il denaro rinvenuti.
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(La diffusione del presente comunicato stampa è stata autorizzata dalla Procura della Repubblica di Arezzo (art. 5 del d.lgs. n. 106/2006, come modificato dall’art. 3 del d.lgs. n. 188/2021), trattandosi di attività di indagine di rilevante interesse pubblico concernente la repressione dei traffici illeciti. Al riguardo, si evidenzia che il procedimento penale menzionato pende nella fase delle indagini preliminari e che l’indagato deve presumersi innocente fino ad eventuale pronuncia irrevocabile di condanna).


