
“Dai primi dati raccolti, le percentuali di adesione allo sciopero nelle aziende metalmeccaniche – spiegano in una nota Fiom, Fim e Uilm – sono state altissime su tutto il territorio di Bologna: linee produttive ferme in concomitanza degli scioperi in Toyota Material Handling, Automobili Lamborghini, Marelli Europe, Ducati Motor, Bonfiglioli Riduttori, VRM, Mec Track.
Abbiamo mandato un messaggio chiaro a Federmeccanica e alle Aziende Metalmeccanici bolognesi: le lavoratrici e i lavoratori vogliono un giusto rinnovo del contratto nazionale e pretendono che le rivendicazioni contenute nella Piattaforma unitaria di Fim-Fiom-Uilm siano discusse nel merito.
La decisione di organizzare tra Dicembre e Gennaio oltre 30 presidi in tutto il territorio provinciale e di articolare gli scioperi azienda per azienda con modalità che creassero il maggior disagio organizzativo possibile, risponde all’urgenza di riconquistare il tavolo di trattativa nazionale e dare una risposta forte alla provocazione di Federmeccanica che, con la presentazione della Contropiattoforma e la bocciatura di tutte le richieste avanzate dalle Organizzazioni Sindacali, si è assunta la responsabilità di rompere il tavolo delle trattative.
Il messaggio che arriva dalle fabbriche è chiaro: proseguiremo la mobilitazione con tutti gli strumenti necessari fino a quando la trattativa non riprenderà sulla base delle richieste discusse e votate positivamente nelle Assemblee da oltre 400 mila lavoratrici e lavoratori.
Auspichiamo che Federmeccanica riveda le sue posizioni e decida di investire nel lavoro, unico modo per rafforzare il nostro sistema industriale e attrezzarlo per affrontare le enormi sfide del nostro tempo.
In attesa di quello che verrà deciso a livello Nazionale – concludono Fiom, Fim e Uilm Bologna – la mobilitazione proseguirà con il blocco totale degli straordinari e della flessibilità”.


