
Siamo molto preoccupati per il taglio agli organici della scuola previsto in legge di bilancio perché i continui tagli stanno avendo un impatto diretto sulla qualità dell’istruzione, con potenziali ripercussioni sulla qualità dell’insegnamento, sulla vigilanza e sicurezza e sulla gestione delle segreterie scolastiche.
Un personale scolastico, sempre più sotto pressione, che si ritrova a dover gestire carichi di lavoro sempre maggiori senza adeguati riconoscimenti economici e professionali. Queste misure potrebbero compromettere gravemente la qualità dell’istruzione e se non saranno adottate misure correttive i tagli potranno avere effetti deleteri su più fronti.
È fondamentale che tutte le parti in causa si mobilitino per chiedere maggiori investimenti nell’istruzione. La CISL Scuola si appresta a svolgere, nel corso della discussione sulla manovra per il 2025, un’intensa azione di confronto con le forze politiche e i gruppi parlamentari, in coerenza con quanto sostenuto e richiesto nell’incontro col Ministro dell’istruzione e del merito con un forte coinvolgimento delle lavoratrici e dei lavoratori, con modalità che valgano a far sentire la loro voce in modo forte e costante, senza gravare inutilmente sulle loro retribuzioni con azioni di sciopero intempestive. È necessario che la legge di bilancio si prefigga di mettere al centro dell’agenda politica la scuola, considerandola un pilastro fondamentale per il progresso della società.
I tagli ai finanziamenti scolastici stanno rappresentando una scelta miope e rischiosa. Investire nella scuola è investire nel futuro, nella crescita culturale e sociale del Paese. È imperativo che la legge di bilancio accolga le esigenze reali del sistema educativo, garantendo le risorse necessarie per formare cittadini consapevoli e preparati, in grado di affrontare le sfide del domani. La scuola è un bene comune e merita attenzione costante e investimenti adeguati.


