
Il corpo di Felice, abbandonato dai soldati, fu sepolto nello stesso luogo dove era stato ucciso. Ma appena si poté i fedeli dell’Africa vollero le reliquie del loro vescovo che furono trasportate a Cartagine prima e a Utica poi, dove furono venerate con grande onore. Pare che un gruppo di coloni africani, per sfuggire all’invasione dei Vandali, nel 429, si rifugiasse in Italia stabilendosi nella Bassa modenese, in una località dove esisteva già una chiesetta. Avevano portato con sé una reliquia del loro patrono San Felice. La loro devozione e fede verso questo santo si divulgò molto in fretta fra gli abitanti della regione tanto che la chiesa, ingrandita, fu a lui dedicata. Attorno alla chiesa sorsero alcune case e in breve un villaggio, che prese il nome del santo ormai noto e venerato: San Felice sul Panaro. Il Martirologio Romano pone la festività di San Felice il giorno 24 ottobre.


