
La donna, incoraggiata da personale qualificato dei centri antiviolenza di Sassuolo e Formigine, cui si era disperatamente rivolta dopo decenni di soprusi e vessazioni, ha sporto denuncia presso i Carabinieri, ai quali ha chiesto anche di essere accompagnata presso l’abitazione familiare, onde recuperare i propri effetti personali, approfittando della temporanea assenza del marito.
Le indagini, immediatamente coordinate dalla Procura di Modena, hanno consentito di accertare continue violenze fisiche e verbali, pressoché quotidiane, nonché minacce di morte in danno della donna, commesse sin dall’inizio della loro relazione coniugale, avviata nell’anno 1993.
L’uomo, in una recente occasione, durante la notte aveva impugnato un coltello sul letto brandendolo di fronte alla donna, costringendola a rinchiudersi in bagno per timore di essere aggredita.
Le condotte di maltrattamento venivano attuate anche mediante il controllo del telefono
cellulare della donna, costretta a cancellare le chat telefoniche ed a rimuovere applicativi di social media.
Le fonti di prova acquisite, ritenute da questa Procura integranti una piattaforme indiziaria
grave, venivano illustrati nella richiesta cautelare condivisa dal Giudice per le Indagini Preliminari che applicava la misura cautelare della custodia in carcere.


