
“Nei territori colpiti dall’eccezionale ondata di maltempo di maggio scorso, con la mappatura complessiva delle frane, in corso di ultimazione, siamo arrivati a superare quota 79mila- ricorda Priolo-. Parliamo di frane che sono per circa l’80% nuove, di ben sei tipologie diverse che hanno cambiato la morfologia della nostra montagna. Qui, insieme ai cantieri per la messa in sicurezza che restano la nostra priorità, si sta concludendo anche il censimento dei dissesti, perché si tratta di fenomeni in continua evoluzione. Il presidio del territorio e delle comunità è un’indubbia priorità- conclude la vicepresidente-: dalla messa in sicurezza della montagna deriva quella della pianura e, proprio dalla lotta al dissesto, partiranno i piani per la ricostruzione”.


