
Il PAESC di Campogalliano risulta in un documento di 170 pagine, disponibile sul sito web del Comune; il documento è stato redatto dall’Agenzia per l’Energia e lo Sviluppo Sostenibile di cui il comune è socio, col supporto dell’Ufficio Tecnico comunale. Si prevedono 34 azioni da svolgere entro il 2030: le prime 23 sono di mitigazione e servono per la riduzione delle emissioni climalteranti, mentre le altre 11 sono di adattamento agli effetti già tangibili del cambiamento climatico (si pensi per esempio alle frequenti alluvioni o alle isole di calore nei centri urbani). Nello specifico, le 23 azioni di mitigazione comprendono la prosecuzione dell’efficientamento dell’illuminazione pubblica, il rinnovo della flotta veicolare comunale, la bonifica di siti contaminati e l’ampliamento della rete del Piedibus. Fra le 11 azioni di adattamento ci sono l’adozione del nuovo piano comunale di protezione civile, il progetto per il contenimento delle perdite idriche di AIMAG, l’introduzione di limiti al consumo di suolo e la previsione di spazi pubblici resilienti nel Piano Urbanistico Generale (PUG).
Spiega l’assessore all’Ambiente Marcello Messori: “Dotarsi di un piano con obiettivi puntuali e monitoraggi continui è fondamentale per ottenere risultati concreti e duraturi. Questo PAESC prevede numerose azioni, alcune già in corso o già concluse, fornendo strumenti operativi alla nostra comunità per affrontare la crisi climatica“.
Le azioni di mitigazione previste si prefiggono una riduzione delle emissioni pro-capite di CO2 del 49.9%, entro il 2030 e rispetto al 1998, superando così l’obiettivo minimo del 40% richiesto dal Patto (questa stima avviene attraverso il metodo di calcolo della comunità internazionale del Patto dei Sindaci). Sarà facoltà delle prossime amministrazioni introdurre ulteriori azioni nel Piano, anche in base all’esito dei monitoraggi previsti e dell’evolvere del contesto climatico.


