
In otto giorni Màt ha portato a Modena e provincia oltre 90 tra convegni accreditati, appuntamenti artistici e culturali, teatro, sport, cinema e momenti di confronto attivo e partecipato tra i diversi protagonisti della salute mentale dell’intero territorio nazionale e oltre.
Le presenze sono state oltre 5mila tra eventi live e da remoto (più di 3.600 persone in presenza, circa 1.400 collegamenti per gli streaming) a certificare ancora una volta quanto sia sentito il tema e quanto viva sia la comunità allargata di Màt, capace anche in questa edizione di tessere relazioni e mobilitare nuove energie, oltre a quelle già consolidate negli anni.
Protagonismo degli utenti, rinnovamento dei servizi alla luce delle nuove normative, eliminazione delle contenzioni, gruppi di auto- mutuo aiuto, attenzione ai nuovi diritti dell’abitare e del benessere delle nuove generazioni colpite dai traumi della pandemia e della guerra, sono stati al centro del dibattito, tra riflessioni profonde e un clima di festa e amichevole complicità.
“La malattia mentale, di fronte agli utenti e ai familiari che si organizzano per promuovere eventi culturali e di sensibilizzazione, smette di essere un tabù per la comunità: il disagio diviene piuttosto una condizione attraversabile, “che può colpire tutti”, dalla quale si può uscire facendo affidamento sulle risorse professionali e solidaristiche presenti sul territorio – sottolinea Fabrizio Starace, psichiatra, Direttore del Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze Patologiche dell’AUSL di Modena e Presidente della Società Italiana di Epidemiologia Psichiatrica (Siep) – Nel corso delle varie edizioni, Màt ha costituito sempre più il momento culminante in cui assumono visibilità i progetti personalizzati di inclusione sociale e i progetti collettivi di cittadinanza attiva, rivolti a utenti che quotidianamente arricchiscono il lavoro clinico e terapeutico dei servizi di salute mentale, conferendogli ampiezza di respiro e di prospettiva. Più in generale, l’iniziativa si colloca all’interno di un’azione che va così a modificare la rappresentazione sociale dei disturbi mentali e incide sull’espressione stessa della domanda di salute mentale da parte della popolazione”.
L’anno prossimo Màt torna dal 19 al 26 ottobre 2024 per una nuova e mai scontata edizione in cui confermare la sua mission di vero e proprio “laboratorio di comunità”.


