

“Roberto, ti consegniamo oggi personalmente la nostra Cittadinanza, a 15 anni di distanza dalla deliberazione del conferimento da parte del Consiglio comunale – ha detto il sindaco Luca Vecchi – Non ci è stato possibile farlo prima in questo modo così partecipato e diretto, ma il tempo non ha certo scalfito le ragioni di questo conferimento, che sono sempre vive e rafforzate. La tua vita è stata e continua ad essere una testimonianza contro le mafie, un impegno che è costato minacce, rinunce pesanti, rischi della vita, la scorta… Una testimonianza versata nella scrittura con una passione e una profondità che ti hanno reso punto di riferimento di tutti gli italiani”.

“Oggi è una giornata doppiamente significativa – ha detto il presidente del Consiglio comunale Matteo Iori – perché consegniamo la Cittadinanza onoraria a Roberto Saviano nel giorno in cui ricorre l’anniversario di un altro grande testimone contro le mafie, Peppino Impastato. A 26 anni Roberto Saviano ricevette le prime minacce del clan dei Casalesi. Da allora, per motivi di sicurezza, ha intrapreso una vita di privazioni, isolamento, solitudine. Sin dall’antichità, i Romani conferivano la Cittadinanza onoraria a coloro che avevano servito e onorato lo Stato e la comunità. Sono la stessa stima e onore che riserviamo a Roberto Saviano, che ringrazio della sua vicinanza. La nostra città ti è a sua volta accanto e ti è grata”.
Il sindaco ha poi letto, dalla pergamena, la motivazione della Cittadinanza onoraria:
“In segno di profonda riconoscenza
per l’impegno, il coraggio, la passione civile ogni giorno testimoniata,
con la forza della propria scrittura,
al servizio della battaglia per la legalità, i diritti
e per la sconfitta del grande potere criminale e mafioso”.


