
“Da tanti anni ormai vivo come un uomo esiliato dal più profondo della mia personalità, e nello stesso tempo condannato ad indagarla a fondo”: questo l’incipit del dramma Raggi di paternità, composto da Karol Wojtyła a 44 anni. Chi è l’uomo, di cosa siamo fatti? Esiste qualcosa capace di spiegarci a noi stessi? Cosa c’entra con noi la fatica del vivere o l’amore per la bellezza? Questi interrogativi, da lui maturati all’incontro con i totalitarismi e la loro pretesa di assorbire l’uomo in un impersonale “tutto” (la razza, la classe, lo Stato), costituiscono l’asse attorno al quale si snodano gli scritti dell’Autore precedenti l’elezione al soglio pontificio. La chiarezza del concetto filosofico e la potenza dell’immagine poetica si alternano e sostengono nel costruire un itinerario che invita il lettore a coinvolgersi personalmente in una verifica – “E in mezzo a tutto questo, la libertà”.
L’incontro sarà arricchito dalla lettura di brani antologici a cura di Enrico Benedetti.


