
Sono Annamaria Ferrari, direttrice del pronto soccorso, servizio di prima linea per l’accesso dei malati, per la categoria ‘over 50’ del premio e Dislenys Alonso, impiegata della grande distribuzione, altro servizio di ‘prima linea’ per il rifornimento alimentare, per la categoria ‘under 50’. Sono state premiate stamane in Sala del Tricolore in occasione della Festa internazionale della donna e insignite del Primo Tricolore dal sindaco Luca Vecchi e dall’assessora Annalisa Rabitti (cultura e pari opportunità).
Alla cerimonia hanno partecipato anche le assessore comunali Mariafrancesca Sidoli (centro storico e attività produttive), Raffaella Curioni (educazione) e Carlotta Bonvicini (mobilità e ambiente), gli assessori Lanfranco De Franco (partecipazione) e Nicola Tria (lavori pubblici), la scrittrice Loredana Lipperini.
“Nella giornata dell’8 marzo abbiamo voluto valorizzare la ‘straordinaria normalità’ di tutte le donne che sono state in prima linea negli ospedali, negli ambulatori, nelle residenze per anziani, nei supermercati, nei contesti di fragilità – hanno detto il sindaco Vecchi e l’assessora Rabitti – Le abbiamo viste esauste ma ‘resistenti’, pronte a ricominciare ogni mattina, per continuare ad affrontare la complessità del quotidiano nel difficile periodo della pandemia. Sebbene siano trascorsi due anni circa dalla fine dell’emergenza, la pandemia da Covid-19 ha accentuato le disuguaglianze a diversi livelli nei paesi europei, e soprattutto in Italia, comprese le disuguaglianze tra donne e uomini in diversi ambiti strategici e nella conciliazione vita lavoro. L’impegno delle istituzioni è lavorare per contrastare le disparità di genere e colmare quei divari soprattutto legati all’ambito lavorativo, che durante gli ultimi anni si sono accentuati fortemente”.
“Bisogna cercare di desiderare qualcosa in più, in questo 8 marzo. Lo sappiamo. E’ il giorno delle lotte o, per meglio dire, della visibilità delle lotte che proseguono tutto l’anno – ha aggiunto Lipperini – E’ anche il giorno in cui si parla di donne sui giornali, il giorno delle chat di Whatsapp con le foto delle mimose, degli sms con gli auguri, dei cioccolatini. Dei meme. Dei nomi delle madri costituenti. Delle scrittrici di ieri e di oggi. Ed è tutto giusto. Meno giusto è che, ancora una volta, tutto scivoli via allo scoccar di mezzanotte. Cosa vorrei, dunque? Vorrei molto soprattutto per le figlie, per le ragazze a cui tutte diciamo di guardare e che in realtà, molto spesso, avvinghiamo in dolci lacci e laccioli proponendo loro di seguire le nostre orme, in modo dichiarato o sottinteso. Vorrei che potessero essere persone fino in fondo, con i chiaroscuri e le ambiguità di ognuno di noi che camminiamo sulla terra. Vorrei che fossero libere, in una parola. Libere, libere dal precariato, dall’incertezza, dallo sfruttamento, libere dalla paura”.
LE PREMIATE


MENZIONI SPECIALI
Una menzione speciale è andata anche, per la categoria over 50, a Patrizia Leoni, infermiera del Dipartimento emergenza urgenza dell’Ausl reggiana che ha gestito in prima persona tutta la complessa organizzazione della vaccinazione anti-Covid di massa, comprese le dei cosiddetti “camper” vaccinali, e Lucia Antonia Marinosci, operatrice Oss nota per la straordinaria umanità e abnegazione al lavoro.
Per la categoria ‘under 50’ invece la menzione speciale è andata a Ilaria Mamei, responsabile delle Professioni sanitarie della Medicina cardiovascolare-Alta intensità medica dell’Ausl, che si è prodigata per la continua e rapida riorganizzazione di spazi, personale e procedure ospedaliere, necessarie per affrontare le nuove e molteplici emergenze dettate dalla pandemia ed ha favorito la comunicazione con le famiglie attraverso tutti i mezzi disponibili. La stessa menzione è stata riconosciuta anche a Elisa Goldoni, informatica dell’Ausl reggiana che ha seguito in prima persona l’implementazione del sistema informatico aziendale per una corretta gestione della campagna vaccinale e delle procedure che hanno consentito di tutelare la salute della cittadinanza.


