
Le ragioni portate a sostegno di questa tesi da parte delle associazioni sono diverse.
“Innanzitutto – dicono i quattro presidenti – l’espansione del comparto industriale e del polo ceramico lascia prevedere sia un aumento degli occupati sia una crescita del traffico, soprattutto pesante. È chiaro che la viabilità da e per queste zone di Pavullo e più complessivamente dell’intero Appennino debba rispondere agli investimenti e alle attese delle imprese”.
Poi ci sono le questioni legate al turismo. “Con le prossima apertura del nuovo impianto di risalita di Montecreto, anche questa zona può diventare un’opzione per raggiungere il comprensorio del Cimone, ma perché ciò avvenga deve essere un’opzione credibile”.
“In definitiva – concludono Cargioli, Lipparini, Mucciarini e Tadolini – il potenziamento della Nuova Estense è strategico per evitare lo spopolamento demografico ed il depauperamento economico dell’Appennino, ma è utile anche alla pianura, sia perché questa rappresenti un’occasione turistica integrata con la montagna, sia per consolidare la catena di subfornitura che lega le imprese dell’Appennino a quelle del resto del territorio provinciale”.


