
Del resto la categoria degli anziani è caratterizzata da alcuni fattori di forte vulnerabilità (età anagrafica, minor vigore sia fisico che psicologico, in alcuni casi un livello di istruzione non elevato e, non ultimo, un forte bisogno di comunicare) che favoriscono l’esposizione della persona a queste insidie. Per prevenire le drammatiche conseguenze di un fenomeno che sta aumentando in maniera esponenziale i Carabinieri della Provincia di Reggio Emilia, da sempre impegnati sul fenomeno particolarmente sentito in provincia, dopo la mirata campagna preventiva “Non aprite quella porta”, contenente una serie di consigli per cercare di arginare il fenomeno, stanno continuando su tale strada attraverso la “predica” antitruffa dal pulpito delle chiese, incontri nei circoli e teatri messi a disposizione dai comuni e con la consegna di opuscoli contente importanti consigli.
Dai principali centri dei comuni dell’Appennino reggiano alle più isolate frazioni: la controffensiva antitruffa esercitata anche nei comuni montani è forte e decisa. Negli ultimi giorni circa 400 sono stati gli anziani incontrati dai comandanti di stazione di Castellarano, Carpineti e San Polo d’Enza dove ha partecipato anche il capitano Marco Spinelli comandante della Compagnia di Castelnovo Monti con il “truffometro” alla mano. Si tratta di uno strumento con cui far comprendere agli anziani, quali possono essere gli stratagemmi da smascherare in tempo per evitare di incorrere in potenziali truffe. Un’iniziativa che in linea con gli orientamenti del Comandante Provinciale, Col. Andrea Milani, interesserà, a seguire, il restante territorio della provincia di Reggio Emilia: dall’Appennino alla Val d’Enza passando per il comprensorio ceramico ed il capoluogo. Iniziativa a cui si aggiunge quella che vede i Carabinieri reggiani, come sta avvenendo in appennino, distribuire nei principali luoghi di aggregazione (circoli, bar, studi medici etc..) “vademecum esplicativi” contenenti i consigli su come prevenire i raggiri.


