
La conversione di Matteo, un esattore delle imposte del tempo, un “pubblicano”, secondo la narrazione evangelica, fu opera dello stesso Gesù, che lo scelse, per far parte del gruppo degli Apostoli, con un semplice “seguimi”.
Con lettera del 10 aprile 1934, Papa Pio XI dichiarava “Celeste Patrono presso Dio del Corpo dei Finanzieri Italiani l’Apostolo ed Evangelista S. Matteo”, con l’auspicio che tutti i finanzieri potessero, a partire dal suo esempio, unire l’esercizio puntuale del dovere nei confronti dello Stato alla fedele sequela di Cristo.

La cerimonia ha visto anche la partecipazione di una delegazione della locale Sezione dell’Associazione Nazionale Finanzieri d’Italia, unitamente alle proprie famiglie.
Al termine del rito religioso, conclusosi con la lettura della “Preghiera del Finanziere”, il Comandante Regionale ha espresso profondi sentimenti di stima e gratitudine nei confronti del Vicario generale, per la particolare e sentita vicinanza al Corpo della Guardia di Finanza.


