
Le imprese attive sono salite a quota 401.235, avendo fatto registrare un leggero aumento (+0.3 per cento) pari a 1.206 unità. Si è prodotto, quindi, un rallentamento della tendenza positiva che risulta ancora attualmente in atto e che si è avviata con il primo trimestre 2021. Questa tendenza testimonia chiaramente dell’efficacia delle misure adottate a sostegno della base imprenditoriale introdotte a seguito della pandemia.
L’andamento dell’imprenditoria regionale è risultato, quindi, opposto rispetto a quello riferito al livello nazionale che ha visto le imprese attive registrare una lieve flessione (-0,1 per cento).
I settori di attività economica. In una veloce sintesi, il tessuto imprenditoriale regionale si è ancora ridotto in agricoltura, e la tendenza negativa si è accentuata lievemente nell’industria e in modo più marcato nel commercio. Al contrario, l’andamento positivo complessivo è derivato soprattutto da un nuovo aumento delle imprese delle costruzioni, e dal consolidamento del complesso dei servizi diversi dal commercio.
Consideriamo in dettaglio le variazioni, la base imprenditoriale dell’agricoltura, silvicoltura e pesca si è ridotta di 769 unità (-1,4 per cento).
L’industria ha perso 372 imprese con una leggera accelerazione della tendenza negativa che si è portata a -0,8 per cento. Nella sola manifattura negli ultimi 12 mesi il decremento è stato di 372 imprese (-0,9 per cento) concentrato nella moda (-143 imprese, -2,3 per cento), in particolare, nelle confezioni (-2,2 per cento) e nel tessile (-3,2 per cento).
In negativo i dati della fabbricazione di macchinari e apparecchiature nca (-71 unità, -1,8 per cento) e della fabbricazione di prodotti in metallo (esclusi macchinari e apparecchiature) con una diminuzione di 59 imprese (-0,6 per cento). Tra i segni positivi è risultato sostanziale solo l’incremento nella riparazione e manutenzione di macchine (+87 unità, +2,4 per cento), mentre con consistenze minime è aumentata la base imprenditoriale della farmaceutica.
Di converso, il settore costruzioni ha rafforzato la tendenza positiva (+1.743 unità, +3,1 per cento) grazie agli evidenti benefici delle misure governative di incentivo.
Incremento ridotto nel complesso dei servizi (+589 unità +0,2 per cento), derivato soprattutto dagli altri servizi diversi dal commercio (+1.499 imprese, +1,0 per cento),
In quest’ambito, i contributi positivi maggiori sono venuti dai servizi di supporto alle imprese e dalle attività professionali, scientifiche e tecniche (+562 unità, +3,3 per cento) – specie direzione aziendale e di consulenza gestionale (+343 unità, +6,8 per cento) – dal supporto per le funzioni d’ufficio e delle imprese (+103 unità, +2,0 per cento).
Ancora prosegue lo sviluppo dei servizi di informazione e comunicazione (+183 imprese, +2,0 per cento), determinato dalla produzione di software, consulenza informatica e attività connesse (+109 unità, +2,9 per cento). Una conferma della ripresa post-pandemica è giunta dalle attività artistiche, sportive, intrattenimento e divertimento (+118 unità, +1,9 per cento).
Pure, va evidenziato l’incremento delle attività finanziarie e assicurative (+211 unità, +2,3 per cento), dell’immobiliare (468 unità, +1,7 per cento), settore avvantaggiato da bonus e superbonus, dall’aggregato del noleggio, delle agenzie di viaggio e dei servizi di supporto alle imprese (+224 unità, +1,7 per cento).
Sono rimaste sostanzialmente invariate le altre attività dei servizi, con una leggera ripresa dei servizi alla persona (+68 unità),
In rosso il settore del trasporto e magazzinaggio (-215 unità, -1,7 per cento), determinato dal solo trasporto terrestre (-258 unità, -2,4 per cento). Un lieve passo indietro per i servizi di alloggio e ristorazione (-98 unità, -0,3 per cento), effetto tardivo delle restrizioni connesse alla pandemia.
L’insieme del commercio all’ingrosso e al dettaglio e della riparazione di autoveicoli e motocicli ha subito una consistente flessione delle imprese (-910 unità, -1,0 per cento), determinata soprattutto dal primo settore (-468 unità, -1,4 per cento) e dal secondo (-403 unità, -0,9 per cento), mentre il terzo ha mostrato una maggiore tenuta (-0,4 per cento).
La forma giuridica. L’incremento tendenziale delle imprese attive al termine del secondo trimestre è stato determinato da un’ulteriore accelerazione delle società di capitale (+3.971 unità, +4,1 per cento), grazie all’attrattività della normativa delle società a responsabilità limitata semplificata. Al contrario, le società di persone sono diminuite di 1.573 unità (-2,2 per cento), e le ditte individuali di 1.165 unità (+0,5 per cento). Infine, è ripresa anche la tendenza alla riduzione delle società costituite con altre forme, prevalentemente date da cooperative e consorzi, che sono lievemente diminuite (-0,3 per cento).


