
Nelle scorse settimane sono iniziate le lezioni della 38esima edizione del corso: si tratta di undici lezioni teoriche e quattro pratiche che accompagnano gli allievi “dietro le quinte” della produzione del Balsamico. Le uve, i legni e le botti, la cottura del mosto, la fermentazione, la conduzione dell’acetaia con tutti i suoi aspetti tecnici e amministrativi e le metodiche dell’assaggio sono al centro delle lezioni teoriche; a queste seguono la visita al laboratorio di analisi, alle sale di fermentazione e all’acetaia sociale della Consorteria e, dulcis in fundo, le prime sessioni pratiche di assaggio di campioni di Aceto Balsamico.
Moltissimi i giovani che partecipano: oltre il 50% ha un’età inferiore ai 40 anni, circa un terzo degli iscritti è composto da donne e si sono iscritti anche due religiosi. Diverse le storie: c’è chi ha già almeno una batteria di botti in casa e vorrebbe portare avanti la tradizione di famiglia, ma anche chi affronta per la prima volta l’argomento ed è curioso di come poter entrare a propria volta nel seducente mondo dei profumi e dei sapori balsamici.
“Al corso annuale per Assaggiatori la partecipazione dei giovani è sempre molto alta – spiega Maurizio Fini, Gran Maestro della Consorteria – le nuove generazioni sono più legate al territorio e alle sue tradizioni di quanto si creda: per loro è un modo di toccare con mano la storia e riti dei padri e dei nonni. Ma l’aspetto più interessante è che i nostri allievi non sono solo modenesi, ma ci sono adesioni anche da fuori provincia e anche dall’estero: abbiamo iscritti da Domodossola, Alessandria, Milano, Brianza, Padova, Fermo, Reggio Emilia e …Slovenia. Per i cultori dell’eccellenza non esistono confini”.


