
A seguito di istanza del Rettore dell’Università degli Studi di Bologna con cui richiedeva di rientrare in possesso di detto materiale per riprendere e concludere le procedure di corretto smaltimento, essendo stato analiticamente ricostruito il percorso che ha portato al prolungato deposito del materiale sequestrato ed essendo altresì acclarata la natura e la provenienza dei rifiuti individuati, la Procura della Repubblica ha disposto il dissequestro e la restituzione di quanto oggetto di sequestro all’Università di Bologna, provvedimento eseguito dagli Agenti della Squadra Mobile.
Dichiarazione del Rettore Giovanni Molari: “L’Ateneo ha chiesto e ottenuto dall’autorità giudiziaria, lo scorso 3 marzo, il dissequestro dei delicati materiali conservati a Granarolo. Sabato scorso sono stati affidati a una ditta specializzata che li ha messi in sicurezza in contenitori idonei e che ha avviato le procedure per la consegna a un deposito autorizzato a trattare tali materiali, secondo le norme di legge.
Si chiuderà così questa vicenda che ha turbato la sensibilità di tutti e che si sarebbe dovuta condurre in altro modo oltre quindici anni fa”.


