
Camisasca ha, tra l’altro, ricordato che “le bellezze naturali e storiche costituiscono un’altra grande opportunità della nostra terra. Non dobbiamo aver paura della nostra storia. Davanti a noi sta la necessità di ridare valore al nostro Appennino, alle terre e ai paesi della nostra montagna, portatrice di splendidi paesaggi, di antiche storie plebane, di una cultura del cibo e del vivere assieme che non dobbiamo dimenticare”.
“Vorrei esprimere il più sentito ringraziamento e apprezzamento a monsignor Massimo Camisasca per la grande apertura e fiducia accordata al Parco nazionale dell’Appennino con la donazione dell’ex Eremo di Bismantova e la dedica alla Laudato sì – afferma Fausto Giovanelli, presidente del Parco nazionale dell’Appennino. Assicuriamo che la storia e la vocazione cristiana del luogo sarà rispettata e onorata così come il suo essere un crocevia di incontro tra natura e spirituali. Grazie monsignor Camisasca anche per la sensibilità è la profondità culturale di cui ci ha dato testimonianza nel suo intervento e grazie in particolare per le bellissime parole dedicate al “NOSTRO APPENNINO” nel giorno del Suo saluto”.


