
Abbiamo fatto una rapida ricerca con colleghi che lavorano in altre Aziende di altre regioni, ed è emerso chiaramente come lo screening sia un elemento utilizzato diffusamente in diverse aziende dell’Umbria, della Toscana, del Veneto, del Piemonte, della Lombardia, del Lazio e della Liguria (regioni che storicamente sono anche riferimenti per un confronto con l’Emilia-Romagna). Un utilizzo che magari avviene con tempi differenziati, a seconda del contesto lavorativo dove i dipendenti sono inseriti, non uguali per tutti e in maniera generalizzata come avveniva in Emilia Romagna.
Apprezziamo questa riapertura del dialogo da parte dell’assessore regionale alla Sanità Raffaele Donini e la volontà di affermare un metodo che fa della discussione e del confronto un elemento qualificante, che negli anni ci ha visto sottoscrivere non solo il Patto per il lavoro e per il clima ma anche numerosi accordi. Sempre con l’obiettivo di tutelare non solo chi lavora nel sistema sanitario regionale, ma anche di difendere un modello preso a riferimento al di fuori dei confini regionali.
Non saremo certo noi a sottrarci a questa discussione, sarebbe bastato curare le modalità del confronto per non arrivare alla situazione odierna.


