
Il sanpolese, resosi conto di non aver ricevuto il denaro ma di essere stato truffato, non riuscendo per altro più a contattare telefonicamente il finto acquirente, il giorno seguente si è rivolto ai Carabinieri della Stazione locale per formalizzare la denuncia. Avviata una minuziosa indagine, i Carabinieri di San Polo d’Enza sono riusciti non solo ad identificare i due beneficiari degli indebiti versamenti, ma hanno anche ricostruito l’esatto stratagemma usato per cercare di evitare di essere individuati e fruire degli interi importi illecitamente percepiti, riuscendo così ad identificare anche altri due complici.
In particolare i Carabinieri, oltre a dimostrare come le carte di credito usate per la truffa fossero effettivamente nella disponibilità dei due indagati, visto che le stesse sono state subito dopo utilizzate per altri acquisti on line spediti a loro nome e presso il loro stesso indirizzo, hanno accertato che parte dell’importo ricevuto era stato transitato su altre due carte di credito intestate ai due complici, subito dopo prelevati in contanti dalla sportello bancomat. Questo per evitare non riuscire a beneficiare degli interi importi per possibili interventi giudiziari, atteso che il limite massimo prelevabile di 600 euro giornaliere.
Conclusi tutti gli accertamenti, ieri, i Carabinieri di San Polo d’Enza hanno ufficializzato una denuncia alla Procura della Repubblica di Reggio Emilia a carico della quattro persone identificate. Nello specifico, un 32enne abitante in provincia di Roma è stato denunciato per truffa aggravata, un 31enne abitante anche lui in provincia di Roma oltre che per la truffa anche per indebito utilizzo e falsificazione di carte di credito e di pagamento, mentre i due complici, una 56enne ed una 32enne anche loro romane, dovranno rispondere del reato di riciclaggio.


