
– Bancarotta fraudolenta (artt.216 co.1 n.1 e 2 – 223 co.1 e co.2 n.2 L.F.), in quanto, in concorso con altre persone, quale amministratore di fatto di società intestate a prestanome compiacenti, cagionava il dissesto delle stesse mediante l’omissione di pagamenti dei debiti erariali nei confronti di enti pubblici (vds Comune di Bologna) e delle relative cartelle di pagamento a partire dall’anno 2007 (per un importo prossimo al milione di euro), nonché cedendo di fatto le stesse ad altre aziende a lui riferibili, senza la formalizzazione di alcun documento contrattuale e senza ottenere la corresponsione del relativo prezzo. Nell’occasione provvedeva altresì, sempre in relazione alla medesima società, a sottrarre, distruggere o distrarre, senza alcuna giustificazione economica, somme di denaro e beni, al fine di proseguire, con altro nome, le medesime attività;
– Atti persecutori (612 c.p.) nei confronti dell’acquirente di una delle attività commerciali a lui riferibili, allo scopo di rientrare in possesso dell’attività medesima in virtù della clausola del c.d. “patto di riservato dominio”, trattenendo le rate già pagate a titolo di risarcimento;
– Ricettazione (artt.81- 648 c.p.), in quanto ricettava biciclette di pregio provento di attività delittuosa;
– Trasferimento fraudolento di valori (artt.81 co.1 e 2 – 512 bis c.p. – già 12 quinquies co.1 D.L. 306/1992), in quanto, al fine di eludere eventuali provvedimenti ablativi reali adottabili nei suoi confronti in materia di misure di prevenzione patrimoniali, attribuiva a terzi prestanome la titolarità di quote societarie e la disponibilità di somme di denaro;
– Plurimi reati di Autoriciclaggio (artt.81 – 648 ter c.p.), avendo trasferito in nuove attività commerciali i proventi dei suindicati reati.
Nell’occasione, così come disposto dal il G.I.P. con la predetta ordinanza, si è proceduto al Sequestro di quote sociali e rami d’azienda, oltre alla confisca diretta di una grande quantità di denaro rinvenuta nei conti correnti riferibili all’uomo.


