
“Questo nuovo, importante successo testimonia la fiducia da parte del Ministero della Salute e quindi di AIFA nelle competenze e nei mezzi dell’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena, che sta diventando sempre più un punto di riferimento nazionale dal punto di vista della ricerca”, dichiara il Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena, Claudio Vagnini. “Solo pochi mesi fa ci siamo classificati secondi in Italia nel 2019 per la promozione di sperimentazioni cliniche non profit di medicinali in base al 19° Rapporto Nazionale Aifa. Ormai questa azienda è una sicurezza nel panorama della produzione di studi e ricerche cliniche e scientifiche”.
Dei 14 protocolli di ricerca valutati da Aifa, lo studio MAI-COVID si è piazzato al secondo posto tra i quattro complessivi ammessi al finanziamento. Tra i criteri di scelta, figurano la fattibilità e la concreta operatività e quindi la potenzialità di trasferimento dei risultati nella pratica clinica reale in un’ottica strategica per il Servizio Sanitario Nazionale.

Lo studio coinvolgerà 500 pazienti, divisi in tre bracci, uno per ciascuna combinazione di anticorpi monoclonali, ed uno trattato con placebo. Obiettivo è valutare sia l’efficacia del trattamento sulla diminuzione della necessità di ricovero ospedaliero, sia la sicurezza in termini di eventi avversi gravi nei pazienti Ccovid-19 domiciliari sintomatici a rischio di peggioramento.
Il protocollo di studio è stato sviluppato grazie al fondamentale contributo del prof. Roberto D’Amico (responsabile Unità di Supporto Statistico Metodologico e professore associato all’Università di Modena e Reggio), del dott. Pasquale Mighali e della dott.ssa Annita Gozzi, (data manager) afferenti tutti al Servizio Formazione, Ricerca e Innovazione dell’AOU di Modena, diretto dalla dott.ssa Paola Vandelli.
Ancora una volta Azienda Ospedaliero – Universitaria e Università di Moderna e Reggio hanno collaborato in modo sinergico in nome della naturale vocazione alla formazione e alla ricerca che da sempre contraddistingue le due realtà e che ha prodotto questo ulteriore risultato di altissimo livello.
Il disegno dello studio attribuisce un ruolo fondamentale al reclutamento e alla gestione dei pazienti alle Aziende Unità Sanitaria Locale di Modena, Reggio Emilia e Piacenza, attraverso il coinvolgimento dei rispettivi Dipartimenti di Cure Primarie e di Igiene Pubblica, che sono quindi centri collaboratori.
La strettissima integrazione fra ospedale e territorio verrà realizzata attraverso il coinvolgimento delle Unità Speciali di Continuità Assistenziale (USCA), specifici team di medici ed infermieri appositamente formati. E proprio in questo consiste uno dei caratteri innovativi dello studio, visto che nella letteratura scientifica sono rari gli studi che integrano così fortemente medicina ospedaliera e medicina del territorio.
In quest’ottica, lo studio MAI-COVID sarà anche occasione per acquisire esperienza e fornire un modello di sviluppo utile anche dopo la contingenza della pandemia.

I 4 protocolli di ricerca vincitori del Bando accederanno a un finanziamento promosso da AIFA per un importo superiore ai 2 milioni di euro.


