
“Al tavolo istituzionale del 19 maggio la proprietà di Ondulati Maranello – spiega una nota di Rsu Ondulati Maranello, Slc/Cgil Modena-Sassuolo e Cgil Modena – nonostante tutte le disponibilità messe in campo da Regione Emilia Romagna e Comune di Maranello per agevolare la costruzione del nuovo capannone a Maranello, ha reso evidente di non voler continuare l’attività produttiva a Maranello, delocalizzando a Mantova la produzione e lasciando così sulla strada un centinaio di lavoratori, gettando nello sconforto le relative famiglie.
Dopo aver fatto l’affare della vita vendendo a peso d’oro il capannone a Ferrari Auto, la proprietà di Ondulati Maranello il 19 maggio ha accampato l’ennesima scusa per non acquistare il terreno a Maranello dove costruire un nuovo capannone e assicurare la continuità lavorativa.

Sindacato e lavoratori sottolineano come la Costituzione italiana oltre a garantire la libertà d’impresa, prevede anche la responsabilità sociale dell’impresa e quindi l’iniziativa economica privata “non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana”.
I lavoratori hanno ribadito stamattina il no alla chiusura dello stabilimento di Maranello e alla delocalizzazione in un territorio lontano dal comune che non sarebbe altro che una scelta per mascherare dei licenziamenti.
La Slc/Cgil, insieme alla Cgil di Modena, alle Rsu e ai lavoratori di Ondulati Maranello – conclude la nota – chiedono la riapertura del tavolo negoziale, anche con l’intervento del Mise (Ministero dello Sviluppo Economico), per trovare una soluzione che possa permettere la continuità produttiva sul territorio di Maranello. Il sindacato non può accettare che a Modena si facciano mere speculazioni finanziarie sulla pelle dei lavoratori e chiede a tutti i soggetti coinvolti – a cominciare da Confindustria che rappresenta l’impresa – di adoperarsi per la soluzione positiva della vicenda”.


