
Dalla sommaria descrizione che il malcapitato ha fornito, i militari, coordinati dalla Dott.ssa Angela Sighicelli della Procura della Repubblica, hanno individuato uno dei tre, un tunisino di ventuno anni del posto, già noto alle Forze di Polizia, a casa del quale è stato rinvenuto il cellulare della vittima, rubatogli poco prima della fuga. Sul suo telefono, invece, sono stati trovati alcuni filmati che ritraggono le sevizie. Gli altri due, un algerino senza fissa dimora di ventiquattro anni ed un italiano del posto di ventitré, sono stati rintracciati in un appartamento abbandonato nei pressi del luogo del sequestro, qualche ora più tardi. Sia il primo – arrestato in flagranza – che gli altri due – sottoposti a fermo di indiziato di delitto giacché, nonostante per loro fosse trascorsa la flagranza del reato, sussisteva il pericolo di fuga – sono stati tradotti in carcere con le accuse di sequestro di persona, rapina e lesioni personali aggravate.
Stamattina, all’esito dell’udienza di convalida, il Giudice del Tribunale di Modena ha accolto le richieste del pubblico ministero, convalidando i provvedimenti assunti dai Carabinieri e disponendo nei confronti dei tre la misura cautelare della custodia in carcere.



