
Dopo poco tempo passato in Oasi, il 21 agosto Opel, questo il nome trovatogli dai volontari in ricordo del furgone nel quale stava per perdere la vita, era stato adottato da una famiglia pronta ad accoglierlo e tutto sembrava volgere per il meglio.
“L’inserimento in casa – raccontano i volontari dell’Oasi – andò benissimo, ma poco tempo dopo le cose iniziarono a cambiare. Opel dormiva molto, era mogio e non giocava quasi più. In pochissimi giorni l’addome si era gonfiato e la diagnosi crudele non tardò ad arrivare: peritonite infettiva felina (FIP), una malattia molto grave che nella sua forma conclamata conduce rapidamente alla morte”.

“La cura ha dato ottimi risultati. Opel ha ritrovato appetito e in 48 giorni il suo peso è passato da 1 chilo e 700 grammi a 2 chili e 700 grammi. Gli esami di controllo hanno dato ottimo segnali di miglioramento ma ora siamo a metà del piano terapeutico e siamo in difficoltà economica. Una fiala costa 85 dollari americani e ad Opel ne abbiamo già somministrate 10: un numero che dovremo aumentare molto dal momento che il dosaggio della medicina aumenta al crescere del peso. Abbiamo dunque pensato di lanciare attraverso i nostri social una campagna di raccolta fondi che ha già dato buoni frutti. Per noi ogni aiuto è fondamentale. Speriamo che la raccolta prosegua e che ci consenta di arrivare al nostro obiettivo”.
“Quella di Opel – concludono i volontari dell’Oasi – è decisamente una vita con poca fortuna: eppure grazie alla solidarietà delle persone le speranze per lui sono ancora vive”.
Info: https://www.facebook.com/oasifelina
Donazioni: https://www.unazampasulcuore.it/un-aiuto-per-opel/


