
Il contratto adegua gli importi del premio di risultato, e attraverso alcuni correttivi condizionati dall’andamento dei prezzi è in grado di tutelare e salvaguardare le realtà che producono qualità anche in condizioni economiche avverse.
Il contratto può distribuire importanti risorse economiche che possono variare da 1.263 euro a quasi 5.100 euro anno per un casaro di primo livello; da 876 euro a 3.312 euro anno per un lavoratore al 4° livello. Importi che si ottengono al raggiungimento di determinati livelli di qualità (espertizzazione) e che possono ulteriormente incrementarsi se migliorano le dinamiche del prezzo medio di vendita. Ma l’ipotesi di accordo ha introdotto, in seguito a modifiche di lavorazioni del latte, elementi di garanzia economica e transitoria anche per le realtà produttive che non raggiungono questi livelli di qualità (espertizzazione).
Da evidenziare l’inserimento di nuovi articoli per promuovere la previdenza integrativa e per contrastare la violenza di genere. Si prevede l’istituzione di una commissione per verificare l’attuale classificazione del personale e per valutare le criticità relative alla sicurezza sul lavoro, anche attraverso il coinvolgimento dell’Asl e dell’Inail.
Infine, dalla mensilità di giugno 2020, per questi lavoratori scatterà la prima tranche di aumento economico previsto dal rinnovo del Contratto Nazionale di Lavoro della Cooperazione industriale, pari a 21,43 euro medie mensili, compresi gli arretrati fino a dicembre 2019.
L’ipotesi di accordo verrà ora sottoposta alla consultazione fra i lavoratori e le lavoratrici del settore.


