
A preoccupare è l’invasione delle cosce dall’ estero per una quantità media di 4,7 milioni di cosce straniere che ogni mese si riversano in Italia per ottenere prosciutti da spacciare come Made in Italy. Non è infatti ancora obbligatorio – denuncia la Coldiretti – indicare la provenienza della carne dei salumi in etichetta come richiesto dal 93% degli italiani che ritengono importante conoscere l’origine degli alimenti per dire finalmente basta agli inganni. Due prosciutti su tre venduti in Italia – precisa la Coldiretti – sono infatti ottenuti da maiali stranieri senza alcuna evidenziazione in etichetta. Servono interventi mirati e urgenti perché siamo al punto di non ritorno con una situazione che – conclude la Coldiretti – rischia di compromettere per sempre la potenzialità produttiva nazionale con una destrutturazione degli allevamenti difficilmente recuperabile che mette a rischio l’essenza stessa di molti tesori agroalimentari del Made in Italy, dal culatello di zibello al prosciutto di Parma fino a quello di San Daniele.


