
Nell’incontro, volutamente ridotto al minimo delle presenze, pur senza trascurare nessuna sensibilità, saranno presenti rappresentanti di altre confessioni cristiane, del Rabbino della Comunità Ebraica di Modena e Reggio, della Comunità Islamica: hanno dato, per ora, la loro adesione la Chiesa ortodossa autocefala di Romania (presente a Carpi nella cappella dell’Istituto Nazareno), la Chiesa Ortodossa Moldava di San Spiridione di Trimithonte (che celebra la liturgia nella Chiesa antica di Quartirolo), i Cristiani evangelici cinesi e la Comunità cinese di Carpi, l’Associazione Islamica Tunisina e Marocchina.
«Con questa celebrazione – spiega monsignor Manicardi – anzi con questo gesto, che abbiamo deciso insieme all’Amministratore apostolico l’Arcivescovo Castellucci e che abbiamo condiviso con il Sindaco Alberto Bellelli, intendiamo dare seguito alle parole di Papa Francesco che ha invitato a ‘sentirci tutti sulla stessa barca’ nell’affrontare la tempesta della pandemia, nella consapevolezza che la preghiera e il servizio silenzioso sono le nostre armi vincenti. A Carpi questo avvenimento si manterrà nelle dimensioni concrete della nostra realtà specifica, pur muovendosi in uno stile che fortunatamente si sta diffondendo, a partire dallo storico evento di Assisi (27 ottobre 1986), inaugurato da San Giovanni Paolo II. L’appuntamento è all’esterno, sulla piazza, il luogo simbolo dell’incontro di tutte le anime della città e la presenza del Sindaco di Carpi accoglie, a nome di tutti i cittadini, il desiderio e la consapevolezza dei credenti di contribuire – oggi e nel futuro – alla coesione sociale, civile e culturale dell’intera comunità. Mentre continua a piangere i suoi morti, affrontando con coraggio momenti di estrema difficoltà, la nostra comunità diventa sempre più consapevole dell’esigenza che ciascuno di noi si muova nella massima unità e con il più sincero senso di appartenenza».


