
Il polo di Vergato oltre al liceo e alle scuole finanziarie offre anche corsi per geometri e professionali per grafici pubblicitari. Quest’ultimo è il corso più apprezzato in termini di iscritti, mentre è un po’ in crisi il corso per geometri, ma in questo caso il problema è di respiro nazionale. Crescono in generale gli iscritti: da 50, 60 neo-iscritti che si registravano fino a cinque anni fa si è passati nel 2019 al record di 104 iscrizioni: in tutto gli studenti sono 470 e oltre al bacino della Valle del Reno tra le zone di provenienza si registra da Pavana (nel Pistoiese), Borgonuovo, fino a qualcuno che viene dalla Valle del Setta e persino da Casalecchio.
Rispetto ai numeri delle grandi città l’istituto rimane piccolo, e questo è in fondo la sua forza: le classi non sono molto numerose, i ragazzi sono molto seguiti e sono offerti loro anche corsi pomeridiani come quello di teatro, inglese con una madrelingua, sport, patente europea informatica, fino addirittura ad un salotto letterario durante il quale gli studenti possono discutere delle loro letture.
Il tutto finanziato unicamente con i contributi dei genitori, di 100 euro l’anno, che le famiglie però pagano volentieri perché la scuola ha un bilancio sociale trasparente che illustra chiaramente come vengono investiti i soldi. I contributi non sono richiesti invece a coloro che frequentano le scuole serali e possono essere adulti alla ricerca di lavoro. E poi ancora grazie alla psicologa di istituto i nuovi iscritti sono accolti per quattro giorni a settembre, prima dell’inizio delle lezioni, per ripassare, prendere confidenza con l’ambiente, giocare insieme, conoscere i loro tutor tra gli studenti più grandi.
Una scuola insomma che ci tiene ad essere di provincia, ma non provinciale, come spiega la professoressa Sara Ragno: «La montagna è un territorio disagiato, per questo l’istituto, che ha il personale per essere aperto fino alle 10 di sera per i corsi serali, ha pensato di riempire di attività culturali tutta la giornata. L’alternanza scuola-lavoro funziona bene perché conosciamo il territorio, l’anno scorso tre miei studenti sono stati assunti dopo il diploma. I professori lavorano qui volentieri, stiamo attenti alla didattica: dall’anno prossimo sostituiremo il francese come seconda lingua con lo spagnolo, mentre stiamo pensando di reintrodurre il latino nel liceo scientifico, almeno nel biennio, aggiungendo qualche ora».
Altro servizio molto apprezzato è quello dei viaggi all’estero: grazie all’organizzazione dell’istituto infatti ogni anno una quindicina di ragazzi (ma i numeri sono in crescita) studia per un paio di settimane in un college: dopo Dublino e Londra, quest’anno sarà la volta di Edimburgo, e le famiglie – che in questo caso pagano i costi della vacanza – dimostrano di apprezzare molto questa opportunità. Il dirigente scolastico è Dario Alfieri è arrivato da poco tempo ma si è subito integrato senza difficoltà: «Siamo orgogliosi della capacità di essere all’avanguardia e di proporre una didattica di grande valore. La nostra non è una scuola grande, per questo riusciamo a seguire con grande passione ogni ragazzo. Abbiamo molta attenzione per la persona e per tutti gli aspetti della crescita dell’individuo».


