
In particolare, l’indagine, coordinata dal Sostituto Procuratore Dott.ssa Manuela Cavallo e condotta dai finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Bologna, ha permesso di scoprire come gli indagati, titolari di due aziende operanti nel commercio all’ingrosso di articoli medicali e ortopedici con sede in Castel Maggiore, avessero di fatto “esternalizzato” fittiziamente i propri dipendenti tramite la loro formale assunzione da parte di una società di servizi con sede in Pieve di Cento, agli stessi riconducibile ma intestata ad un prestanome, con la quale era stato stipulato un fittizio contratto di appalto mentre in realtà esisteva un mero rapporto di illecita somministrazione di manodopera. Tale stratagemma ha consentito ai due imprenditori di impiegare irregolarmente in un biennio oltre 160 dipendenti senza sopportare i relativi oneri contributivi e di lucrare il risparmio di imposta (pari a 1,8 milioni di euro) derivante dall’utilizzo indebito di fatture inesistenti per oltre 9.500.000 euro emesse, a fronte del contratto di appalto, dalla società di servizi che, a sua volta ha omesso di versare tutte le ritenute d’imposta e previdenziali dovute.
Le indagini svolte dalle Fiamme Gialle di Bologna, attraverso l’esame della documentazione contabile e di natura informatica acquisita nel corso di mirate perquisizioni e l’escussione di numerosi lavoratori dipendenti, hanno permesso di ricostruire dettagliatamente il particolare meccanismo fraudolento, di individuare i beni e le disponibilità finanziarie riconducibili all’indagato e di richiedere ed ottenere dal G.I.P. il provvedimento cautelare.
L’operazione complessivamente sviluppata testimonia ancora una volta l’impegno della Procura della Repubblica di Bologna e della Guardia di Finanza nella sinergica azione di contrasto ad ogni forma di evasione fiscale, che trova nell’aggressione patrimoniale dei soggetti responsabili dei reati tributari la forma più incisiva di ristoro dei primari interessi dell’Erario.


