
Dopo la celebrazione, alle 9.30, della messa a suffragio dei caduti, che appartenevano quasi tutti al distaccamento Pigoni, ventiseiesima brigata Garibaldi, nella chiesa parrocchiale di Gatta, e la benedizione, ci sarà il saluto del primo cittadino villaminozzese, Elio Ivo Sassi.
“All’alba dell’8 gennaio 1945 – racconta Sassi – alcuni militari tedeschi scesero da Felina e attraversarono il fiume uccidendo a San Bartolomeo le due sentinelle, Sergio Stranieri e Vasco Madini. Quest’ultimo riuscì, prima di morire, a dare l’allarme, cosicché gli altri partigiani, che stavano riposando in una stalla, tentarono la ritirata. Furono però catturati (meno Flavio Zafferri, unico superstite) in direzione di Carniana e condotti all’interno di Villa Marta. Là vennero torturati e poi uccisi Aldo Bagni, Angelo Masini, Arturo Roteglia, Aristide Sberveglieri e Armando Ganapini, mentre erano già stati ammazzati, a Gatta, circa due ore dopo la loro cattura, avvenuta nelle fasi che avevano preceduto l’attacco, Bruno Manlio e Ruggero Silvestri. Carlo Pignedoli e Gino Ganapini, infine, furono condotti a Ciano d’Enza e successivamente fucilati, il 26 gennaio”.
Il programma della rievocazione proseguirà con la commemorazione ufficiale da parte di Thomas Predieri, membro della commissione scuola e cultura di Castelnovo Monti, e il corteo per Villa Marta, con deposizione di fiori al monumento di Gatta e al cippo di San Bartolomeo.
“L’evento – conclude Elio Ivo Sassi – vedrà la presenza, fra gli altri, di una delegazione di Villaggio Stranieri, un quartiere di Reggio Emilia che porta appunto il nome del caduto Sergio Stranieri. Credo che la partecipazione a questa commemorazione sia sostanziale per confermare un impegno importante a difesa della pace, della libertà e della democrazia e per rinnovare il ricordo di coloro che per tali valori hanno dato la vita”.
La manifestazione, che sarà accompagnata dalle note del corpo bandistico di Felina, è organizzata, anche a livello di cerimoniale, dalle Amministrazioni comunali di Castelnovo Monti e di Villa Minozzo ed è patrocinata dall’Unione dei Comuni, con la collaborazione delle associazioni partigiane Alpi-Apc ed Anpi e dell’istituto Istoreco.


