
L’anziano signore, credendo alle parole del sedicente agente, lo accompagnava all’interno del proprio appartamento facendolo accomodare all’interno della sala soggiorno. Una volta in casa, il malfattore riferiva falsamente all’anziano signore che nei giorni scorsi gli agenti della Guardia di Finanza avevano effettuato un arresto di due operatori della banca cui l’anziano era affiliato, poiché si erano resi responsabili di inserimento di banconote false all’interno del bancomat. Con questa scusa, il finto agente della guardia di finanza chiedeva all’anziano di mostrargli le banconote in suo possesso, al fine di verificarne la veridicità. A questo punto l’anziano, insospettito dalla richiesta, gli riferiva che avrebbe allertato le forze dell’ordine di quanto stava accadendo, cosa che portato il finto agente a guadagnare frettolosamente l’uscita dell’abitazione con una scusa.


