
Già al tempo di Bonifacio di Canossa, padre di Matilde, i principi canusini comprendono il valore della produzione dei codici. Matilde poi utilizzerà il libro come elemento di legittimazione del proprio ruolo, commissionerà codici per le fondazioni dei suoi territori e ne riceverà in dono. In età matildica la produzione raggiunge risultati di grande rilievo, come la Vita Mathildis; i codici sono prodotti negli scriptoria ove i testi vengono ricopiati e decorati con grande maestria.
Mariapia Branchi si è laureata in Storia dell’Arte all’Università di Parma ed ha conseguito il titolo di dottore di ricerca in Storia dell’arte medievale con una tesi sulla produzione libraria nel monastero di Nonantola (Modena). Lavora presso lo CSAC (Centro Studi Archivio della Comunicazione) dell’Università degli Studi di Parma, collocato nella abbazia di Paradigna ed attualmente è responsabile del Settore Arte (contenente molte migliaia di opere di pittori e scultori contemporanei). Ha al suo attivo due volumi monografici e decine di contributi scientifici.


