
Nel corso delle telefonate, il mitomane non forniva mai indicazioni sull’esatte località dove asseriva aver investito la persona ne precisava se fosse deceduto o necessitasse di soccorso. Queste circostanze “distraevano” gli operatori la cui attività era necessaria per assicurare sia gli interventi a seguito di perdite, inquinamenti, interruzione di erogazioni d’acqua che interessano strutture private, strutture pubbliche e soccorso stradale. Per questo motivo i responsabili dell’azienda reggiana fornitrice del servizio di contact service si sono rivolti ai carabinieri della stazione di Reggio Emilia Santa Croce denunciando quanto accadeva nell’ipotesi di reato ravvisata dai militari di procurato allarme.
Le indagini dei carabinieri di via Adua, supportate da attività tecniche, portavano all’individuazione dell’utenza chiamante, risultante essere sempre la stessa. I carabinieri risalivano quindi alla persona che la utilizzava nei cui confronti venivano acquisiti incontrovertibili elementi di responsabilità in ordine al reato di procurato allarme per la cui ipotesi l’uomo, un 48enne della provincia di Perugia con precedenti di polizia specifici, veniva denunciato alla Procura reggiana.


