
L’associazione ha inviato complessivamente lettere di richiesta danni per circa 5 milioni di euro alle quattro banche e alle due società di vendita delle pietre coinvolte nella vicenda.
La maggior parte delle persone sono pensionati e famiglie che non avevano esperienza in materia di investimento finanziario o anche solo mobiliare e che volevano solo diversificare il risparmio garantendosi il capitale. Certamente non erano in grado di comprendere il rischio del loro investimento che poteva comportare, come ha comportato, l’impossibilità di cedere le pietre ed addirittura perdere tutti i loro risparmi.
Confconsumatori si augura che le Banche facciano le loro parte nella tutela degli interessi dei risparmiatori danneggiati, così come stanno (almeno in parte) facendo le società di vendita, allo scopo di evitare l’avvio di azioni giudiziarie.
Per informazioni e assistenza rivolgersi alle sedi di Confconsumatori.


