
Nonostante tasse ed imposte siano al più alto livello già dal 2016 registriamo, per i prossimi 3 anni, un aumento nel gettito previsto dell’Imu per altri 100mila euro dopo l’aumento di 200mila euro dal 2016, Si passa così dai 10,85 milioni del 2018 ai 10,95 del 2019, e ripetuti sul 2020.
Senza parlare poi del gettito delle multe per le quali è prevista un’entrata di oltre un milione di euro mentre ce ne sono un sacco e una sporta di pregresso da riscuotere.
Tasse e tributi spinti all’estremo fanno il paio con un’aliquota Irpef già da tempo alle stelle (0,8 per mille). Un bilancio che contabilmente si basa su speranze di entrate . Basti pensare che la percentuale dei crediti non riscossi è circa del 14/15% , il che significa che una famiglia su sei o una impresa su sei non riescono più a pagare le tasse, mentre i cittadini che hanno pagato, anziché essere premiati, avranno un conto ancora più salato, anche per alimentare sempre più il fondo riguardante i cosiddetti crediti non esigibili destinato a coprire le spese di chi non versa il dovuto.
Un fondo che per l’incapacità di gestire efficacemente la funzione della riscossione, aumenta di anno in anno portandosi, per il 2018, a tre milioni di euro . Dunque Il sudore dei contribuenti in regola serve a rincorrere le spese correnti e i debiti pregressi. C’e invece bisogno di una seria politica di contrazione e razionalizzazione delle spese correnti per liberare risorse da finalizzare a investimenti capaci di creare ricchezza e di attirare coloro che per lavoro o per altro vorrebbero trasferirsi.
Siamo di fronte ad un bilancio, che pur toccando temi di solidarietà, risulta complessivamente miope di una visione prospettica che punti davvero sulle famiglie, sulle imprese e sugli investimenti anziché penalizzare gli uni e gli altri.
Ciò che è grave e preoccupa è che a fronte di questa pesantissima pressione fiscale che con Pistoni ha toccato il record, non si registra alcun segnale positivo o quantomeno di indirizzo adeguato, sul piano degli investimenti. Non solo sul fronte delle opere pubbliche, di cui non si sente quasi più parlare, a partire dalla nuova Casa Serena, per finire alle politiche per salvare il teatro Carani, ma anche su altri fronti come la sicurezza, le politiche su “Gigetto”, la viabilità, l’illuminazione pubblica.
In tema urbanistica non compaiono più quei nuovi progetti che, per dimensione, l’amministrazione nel suo mandato aveva promesso di mandare avanti, cosi come è accaduto per esempio con il diamante, piuttosto che per Cisa Cerdisa, e questo è grave perché frenerà il conseguente sviluppo continuato che la città attende. Tutto questo a conferma di un’amministrazione ferma su sé stessa, come se il mondo non cambiasse, attenta solo ai numeri, ma avulsa dalla realtà, e soprattutto incapace capace di investire e di rispondere ai bisogni di una comunità che avrebbe bisogno di ben altri slanci’.


