
“Questo importante riconoscimento per la nostra Azienda e per la sanità modenese nel suo complesso è frutto del lavoro del prof. Presutti e della sua equipe, commenta il Direttore generale Ivan Trenti. Essere centro di riferimento regionale vuol dire vedere apprezzato il lavoro di tutti i professionisti che in questi anni hanno lavorato sotto il punto di vista scientifico e clinico. E’ un impegno preciso della Direzione aziendale sostenere il centro nel modo migliore possibile sia dal punto di vista organizzativo che di distribuzione delle risorse. Non è un traguardo, ma uno sprone a lavorare a beneficio dei pazienti. Un centro di riferimento, infatti, deve costituire il volano per far sì che tutti i pazienti con patologie otorinolaringoiatriche possano usufruire delle migliori cure possibili per la loro patologia. Al Policlinico o nella rete ospedaliera della provincia”.

La scelta dell’Otorinolaringoiatria del Policlinico come centro HUB per queste patologie non giunge, quindi, a sorpresa. Sotto la Direzione del prof. Livio Presutti, la Clinica modenese, infatti, è diventata una delle più prestigiose d’Italia e fra le più conosciute a livello internazionale, come dimostrato dalla presenza costante di stranieri che frequentano la struttura. Il prof. Presutti, solo solo nel corso dell’anno 2017, è stato invitato a parlare e a operare presso le più prestigiose Università del mondo quali MOSCA, BERLINO, YAMAHATA, TOKIO, SIVIGLIA, BERNA, VILNIUS, CHICAGO, MINNEAPOLIS, KARLSRUHE, BARCELLONA, PECS, HONG KONG, DUBAI. Altro indice della qualità e dell’attrattività della clinica è dato dalla richiesta di iscrizioni alla Scuola di specializzazione di Otorinolaringoiatria: la Clinica di Modena è fra le più richieste a livello Nazionale. Naturalmente la attrattività si manifesta in campo assistenziale con oltre il 40% dei pazienti trattati che proviene da fuori Modena. Il Policlinico di Modena è stato, nel 2005, il primo ospedale italiano a dedicarsi alla Chirurgia endoscopica dell’Orecchio.
“Nelle malattie dell’orecchio medio e interno – spiega il prof. Livio Presutti – per raggiungere livelli assistenziali adeguati, sviluppare competenze e avere esiti di alto livello, è necessario concentrare le casistiche in modo da ottimizzare le risorse sia di tipo professionale che di tipo tecnologico. A questo proposito vorremmo iniziare a fare la chirurgia endoscopica dell’orecchio anche a Carpi, per ampliare la nostra offerta sul territorio modenese”.
È proprio la casistica la chiave del riconoscimento alla struttura modenese. Dal 2008 al 2017 l’Otorinolaringoiatria del Policlinico ha svolto oltre 1.100 interventi di Chirurgia Endoscopica dell’orecchio; tra questi, spicca il primo intervento al mondo di asportazione di un neurinoma del nervo acustico per via esclusivamente endoscopica, eseguito nel 2012 al Policlinico di Modena.
Altro aspetto fondamentale del Centro modenese è la presenza, grazie anche all’integrazione tra il Policlinico e l’Ospedale Civile di Baggiovara, di elevate competenze diagnostiche, di attrezzature all’avanguardia, di una significativa esperienza chirurgica, anestesiologica e della possibilità di lavorare in un team multidisciplinare con tutti gli specialisti dell’area Testa-Collo. Otorinolaringoiatri, Chirurghi Maxillo-Facciali, Neurochirurghi, Anatomo-patologi, Neuroradiologi, Chirurghi Toracici, Oncologi, Radioterapisti.
Questa condivisione di competenze cliniche si inserisce nel contesto di un’Azienda Ospedaliero – Universitaria che è il luogo ideale per sviluppare i temi di didattica e ricerca che possono supportare lo sviluppo di tutti gli aspetti clinici. “Ad esempio – continua Presutti – per alcune forme di lesione della membrana timpanica o di malattie della mucosa dell’orecchio medio, il futuro non può che essere quello della rigenerazione tissutale. Le ricerche su questo aspetto vanno condotte in parallelo con strutture e ricercatori che già hanno in atto studi similari come, ad esempio, il gruppo di ricerca oncologica coordinato dal prof. Massimo Dominici”. La ricerca dovrà svilupparsi anche in direzione della chirurgia robotica e in questo senso la presenza a Mirandola di un tecnopolo e della Facoltà di Ingegneria di UNIMORE costituisce un ulteriore garanzia della forza del progetto modenese.
“Anche per la Facoltà di Medicina – aggiunge il Presidente prof. Giovanni Pellacani – questa decisione regionale apre nuovi orizzonti in campo scientifico e didattico perché ci consentirà di aumentare la nostra capacità di attrazione anche verso l’estero, che saremo chiamati a supportare con appositi programmi di insegnamento dedicati agli studenti stranieri. Una sfida che dovremo vincere per poter proporre un’offerta didattica sempre più appetibile, accompagnata da a programmi di ricerca sempre più importanti”



