
Secondo l’organizzazione di categoria, oltre il 50% degli esercizi di Modena e provincia, partirà con riduzioni sul prezzo esposto del 30%, mentre il resto praticherà ribassi iniziali ancora più sostenuti, compresi tra il 40 ed il 50% del costo del capo. Si cercheranno, in particolare, calzature (pare da sondaggio di Confesercenti nazionale, che un nuovo paio di scarpe sia l’acquisto in saldo più desiderato dagli italiani), prodotti di maglieria e pantaloni. Quindi capispalla, come giubbotti e giacconi, ma anche prodotti tessili e moda per la casa. In molti approfitteranno dei ribassi: in Emilia Romagna, e quindi anche sul territorio modenese le previsioni sono di una spesa media di 175 euro a persona. “Restano sempre una buona occasione per acquistare a prezzi scontati articoli di qualità – fa sapere FISMO Modena – Con diversi i vantaggi (per restare in tema di qualità del servizio offerto) riscontrabili solitamente in negozio: l’opportunità di conoscere i prodotti da acquistare, toccarli con mano e provarli. Oltre che essere consigliati al meglio dai commercianti”.
Il tema dei saldi però per FISMO Modena introduce anche un altro argomento: quello sui controlli rispetto ad eventuali vendite promozionali, nel periodo che anticipa quelle di fine stagione. “Controlli che riteniamo doverosi al fine di evitare forme di concorrenza sleale che arriverebbero a penalizzare solamente quanti rispettano le regole. A tal proposito vogliamo ricordare che l’Articolo 22 della Legge Regionale. In riferimento alle disposizioni collegate alla Legge Regionale di Stabilità per il 2018 viene stabilito che nei 30 giorni antecedenti le vendite di fine stagione non possono essere effettuate vendite promozionali dei seguenti prodotti: abbigliamento, calzature, biancheria intima, accessori di abbigliamento, pelletteria e tessuti per abbigliamento e arredamento. È fondamentale attenersi ai regolamenti, visto e considerato che il settore ancora fatica ad uscire dalla crisi e che fino ad oggi è costato a livello nazionale nel solo 2017 la chiusura di oltre 2400 negozi moda, alcuni anche sul nostro territorio”, conclude FISMO.


