
La decisone della Regione arriva dopo l’ultimo tavolo regionale di salvaguardia occupazionale, tenutosi a Bologna il 24 novembre scorso, quando i due presidenti delle coop, Mauro Verme della Workservice e Giampietro Ertiani della Ilia D.A., non hanno saputo dare alcuna risposta sull’operato delle aziende, in particolare rispetto alle procedure interne che hanno portato al cambio dei vertici e alla decisione di avviare il licenziamento di tutti i soci-lavoratori.
“Una scelta difficile ma necessaria a fronte del moltiplicarsi di dubbi e opacità sulle dinamiche aziendali. Non possiamo- proseguono Bonaccini e Costi- assistere a una scelta che ricade solamente sulle spalle dei soci-lavoratori. Per questo denunciamo le possibili violazioni agli organi competenti. È nostro dovere agire come istituzione nel cercare di risolvere una crisi aziendale ma è altrettanto doveroso porre in rilievo atti di dubbia legittimità e comportamenti omertosi. Faremo la nostra parte per tutelare il lavoro e i lavoratori, ma non accettiamo interlocutori che agiscano fuori dalle regole”.
L’intenzione è poi quella di arrivare a una soluzione strutturale del problema: “A prodotti di qualità vogliamo associare un lavoro di qualità. Per questo- sottolineano il presidente Bonaccini e l’assessore Costi- continueremo a premere su Governo e Parlamento perché si adottino urgentemente strumenti normativi chiarificatori nei confronti delle cosiddette cooperative spurie per superare qualsiasi forma di abuso nel sistema degli appalti. Contemporaneamente, continueremo il lavoro già iniziato a livello territoriale in Provincia di Modena insieme alle parti sociali e datoriali per garantire un settore di eccellenza e per favorire l’assunzione diretta del personale da parte delle imprese, come peraltro sta già succedendo in alcune realtà aziendali”.
Sulla vicenda – seguita anche dall’assessore Massimo Mezzetti (Politiche per la legalità) – nelle scorse settimane il presidente Bonaccini, insieme al presidente della Provincia di Modena, Giancarlo Muzzarelli, e al sindaco di Castelnuovo Rangone, Massimo Paradisi, ha scritto ai ministri Giuliano Poletti e Carlo Calenda per chiedere ai dicasteri del Lavoro e dello Sviluppo economico di farsi “parte attiva nella vicenda relativa alle due cooperative”, affinché dagli uffici e dalle strutture dell’Ispettorato nazionale del lavoro “vengano svolti al più presto tutti i controlli necessari per verificare la fondatezza delle denunce inerenti l’esistenza di gravi azioni illecite e illegali” e “si proceda con sollecitudine nel fare applicare le leggi in vigore”.


