
Da 15 anni varcando la soglia di Villa Fabriani si entra in una dimensione temporale particolare, scandita dal trascorrere delle stagioni e legata all’invecchiamento dell’aceto secondo una sapienza plurisecolare. L’allestimento del Museo, molto caldo e scenografico, ricostruisce le diverse fasi di produzione del Balsamico, a partire dal vigneto fino alla storica acetaia della Consorteria, collocata nei solai della Villa che in passato ospitavano l’acetaia della famiglia Fabriani.
Un piccolo museo di provincia dedicato a un prodotto unico al mondo, che ha raggiunto risultati sorprendenti: in questi 15 anni il Balsamico Tradizionale ha richiamato a Spilamberto oltre 120mila visitatori, di cui il 40% stranieri, a cui vanno aggiunte le scuole in visita, le delegazioni straniere e i tour operator nazionali e internazionali. “Il Museo è cresciuto costantemente – spiega Gian Paolo Sala, Presidente dell’Associazione Museo dell’Aceto Balsamico Tradizionale – grazie all’ampliamento degli orari e dell’offerta, ma soprattutto grazie alle tante collaborazioni con le realtà culturali ed enogastronomiche del territorio, come il Museo Casa Artusi di Forlimpopoli, ambasciatore del nostro Balsamico Tradizionale nelle loro trasferte, e gli Ecomusei della Regione Emilia Romagna. Nel 2010, poi, è arrivato il riconoscimento di Museo di Qualità da parte dell’Istituto per i Beni Artistici e Culturali e Naturali dell’Emilia Romagna. Ma rimane ancora tanto da fare per portare la tradizione del Balsamico nel futuro e nel mondo”.
Un modo per tenere viva la tradizione del Balsamico, a costo zero, è partecipare alla festa di compleanno del Museo: domenica 26 novembre è in programma un open day e dalle 10.30 alle 17.30 l’ingresso al Museo è gratuito. Sarà possibile anche visitare l’Acetaia e partecipare a degustazioni guidate di Balsamico Tradizionale, insieme ai maestri della Consorteria; verrà proposta anche una dolce novità: i cioccolatini al balsamico tradizionale DOP della Pasticceria Turchi di Sestola, realizzati con l’aceto della Consorteria.
“Con iniziative di questo tipo – conclude Sala – cerchiamo di fare in modo che la cultura di questo prodotto, che è anche quella di un intero territorio, continui a tramandarsi”.


