
Alla consegna ha preso parte il sindaco Gian Carlo Muzzarelli gli assessori alle Pari opportunità Irene Guadagnini e ai Lavori pubblici e Patrimonio Gabriele Giacobazzi, tecnici comunali, rappresentanti della società aggiudicataria e una nutrita delegazione delle associazioni delle donne che troveranno la propria sede nel fabbricato di via Vaciglio nord 6.
Prende quindi il via l’intervento di recupero del fabbricato, che avrà una durata di circa un anno e mezzo e un costo di oltre un milione di euro, che verrà effettuato in modo rispettoso degli elementi architettonici e decorativi caratteristici della villa appartenuta nel ‘700 all’erudito modenese Ludovico Antonio Muratori e dal 1978 di proprietà del Comune, con cornici, marcapiani e attacco a terra bugnato, che verranno riutilizzati in modo omogeneo nelle varie parti del nuovo complesso, uniformando la struttura originaria, le aggiunte novecentesche e l’ampliamento necessario per la nuova destinazione d’uso.

La Casa delle donne si propone come un nuovo punto di incontro e di confronto per tutte le donne modenesi, un centro di approfondimento storico-archivistico, uno spazio per la consultazione e l’organizzazione di eventi, un centro di servizio e accoglienza. La nuova sede di Villa Ombrosa, infatti, riunirà al suo interno il Centro documentazione donna e la sua biblioteca e le associazioni femminili che attualmente hanno sede in via del Gambero: Casa delle donne contro la violenza; Differenza maternità; Donne nel mondo; Gruppo donne e giustizia; Udi-Unione Donne in Italia di Modena.


