
La ricognizione delle società partecipate, prevista dalla nuova normativa, è stata approvata, nei giorni scorsi, dal Consiglio provinciale (astenuti i consiglieri Marco Caiumi e Antonio Platis).
Come ha sottolineato Gian Carlo Muzzarelli, presidente della Provincia di Modena, «abbiamo ridotto e razionalizzato le partecipazioni, mantenendo quelle che riteniamo strategiche, tra cui l’Autobrennero, in relazione alle competenze principali che restano all’ente tra cui la viabilità».
Le società partecipate della Provincia in questi ultimi due anni sono scese così da 13 a sei.
Le partecipazioni confermate sono in Autobrennero, con una quota del 4,24 per cento, Amo (29 per cento), Lepida (0,0015), società che a livello regionale gestisce la rete a banda larga delle pubbliche amministrazioni e Seta (7,12 per cento) in quanto compatibili con le funzioni dell’ente su viabilità e trasporti, indicate dalla legge di riforma del 2014; alcune partecipazioni come il Gal (quota del 5,01 per cento), società che si occupa di sviluppo economico dell’Appennino, e Modenafiere (14,61 per cento) vengono per ora mantenute in attesa di un riordino dell’ente conseguente all’esito del referendum.


