
Una opportunità di lavoro che – sottolinea Coldiretti – potrà essere offerta nelle vigne per le uve ancora rimaste e per la campagne di raccolta dei prodotti autunnali dalle olive alle castagne, dalle pere alle mele fino alle zucche. L’impiego dei voucher in agricoltura – ricorda Coldiretti – era rimasto stabile da cinque anni perché è l’unico settore rimasto praticamente “incatenato” all’originaria disciplina “sperimentale” con tutte le iniziali limitazioni, solo lavoro stagionale e solo pensionati, studenti e percettori di integrazioni al reddito.
Nell’agricoltura dell’Emilia Romagna – prosegue Coldiretti – tra il 2013 e il 2015 (ultimo anno per cui l’Osservatorio statistico sul lavoro accessorio dell’Inps fornisce dati completi) il settore agricolo ha visto una contrazione dei voucher venduti, passati dai 400 mila del 2013 (8,2% del totale) ai 368 mila del 2015 (solo il 2,6% del totale). Si tratta di uno strumento – commenta Coldiretti – che ha aiutato ad avvicinare al mondo dell’agricoltura giovani studenti e a mantenere attivi molti anziani pensionati nelle campagne senza gli abusi che si sono verificati in altri settori.


